• Professione spammer: quando inviare mail non è diverso dal marketing.

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    Leggevo un’interessante intervista a “Donald” (nickname scelto per ovvi motivi di privacy e sicurezza) riportata da Vision Post. “Donald” sarebbe uno dei più grandi spammer in circolazione attualmente. L’intervista mette in evidenza come sia possibile diventare spammer di professione e trasformare questa attività, illecita, nel proprio lavoro e guadagnare in maniera abbastanza sostanziosa.

    Quanto sostanziosa? Nell’intervista si parla di cifre che variano dai 5.000$ in caso di mesi con poco lavoro a 30.000$ nel caso, invece, dei periodi lavorativi più estenuanti.

    Interessanti in particolar modo, al di là della questione meramente economica, ho trovato due domande:

    Cosa pensi delle leggi per fronteggiare il fenomeno? E delle iniziative nate dal basso? Tutto inutile, tanto la gente vuole comunque la nostra roba. Altrimenti non starei in questo business. In giro ci sono molti pseudo-benefattori che vogliono solo controllare cosa arriva nelle cartelle di posta della gente, ma non agiscono nell’interesse dei consumatori.
    [...]
    Trovi ci sia una differenza tra lo spam e il marketing? Sono la stessa cosa.

    E se avesse ragione? Se marketing e SPAM non fossero due fenomeni proprio contrapposti? Se fossero due aspetti del tutto simili tra loro? I consumatori vogliono davvero quello che gli spammer inviano loro?

    Personalmente non sono d’accordo. O perlomeno ritengo che debbano essere fatte le debite distinzioni: è vero che molto spesso alcune policy pubblicitarie possono essere parecchio invasive e fastidiose, tanto da essere paragonate a vero e proprio spammming, ma è altrettanto vero che attorno al fenomeno marketing girano tanti e altri interessi, che non sono riducibili e limitabili ad un fenomeno puramente dannoso.

    Sono in dubbio, la questione è complessa e di difficile valutazione: non è facile esprimersi e analizzare il fenomeno. Voi cosa ne pensate? Come vi ponete nei confronti della questione? Cosa ne pensate di questo “nuovo lavoro”?

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    Commenti

    1. Piero Lisco dice:

      >> Tutto inutile, tanto la gente vuole comunque la nostra roba.

      Che senso logico dovrebbe avere questa affermazione?
      Volere il Viagra significa implicitamente volere la sua pubblicità via mail senza concessa autorizzazione?

    2. Faccio l’avvocato del diavolo, controvoglia, altrimenti il dibattito non ha senso.

      Forse intende dire che se la gente non volesse veramente quei prodotti lui non potrebbe vivere facendo quello che fa e non potrebbe vendere nulla.
      Se la gente non fosse interessata a quei prodotti questo mercato e il marketing/SPAM che ci ruota attorno non potrebbe esistere.

      Dal momento che esiste questo business (chiamiamolo così per comodità) è ovvio che ci deve per forza essere un minimo di interessa da parte dei consumatori, no?

      Grazie del commento e buona giornata.

    3. Piero Lisco dice:

      Si, Stefano, ma assodato che ci sia un mercato, i mezzi e le risorse per muoversi all’interno di questo mercato sono automaticamente tutti leciti e regolari?

      Credo di avere il diritto di acquistare il Viagra se ne ho voglia. Questo mio diritto non ‘autorizza’ o ‘giustifica’ in automatico diritti terzi di terze persone che abusano delle mie risorse personali senza mia autorizzazione. (vedi e-mail)

      Il mio ‘diritto’ ad utilizzare il Viagra, non crea problemi a terzi. Il suo ‘diritto’ di inondare casella di posta altrui crea seri problemi a terzi.

    4. Ratamusa dice:

      La differenza fondamentale tra spam & web marketing è che il primo non è autorizzato.
      A prescindere dalla merce proposta nei messaggi.

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