• Fisco: indagini bancarie aperte a tutti

    Fisco: indagini bancarie aperte a tuttiSono imputabili al reddito imponibile i versamenti non giustificati, a prescindere dalla natura dell´attività  svolta dal contribuente. Questa è la precisazione fornita dalla Corte di cassazione, con la sentenza 19692 del 27 settembre, con la quale è stata confermata la legittimità  dell´applicazione della presunzione legale, anche nel caso in cui il soggetto accertato non sia né un lavoratore autonomo né un imprenditore.

    La sentenza allarga l´ambito di applicabilità  della presunzione di cui all´articolo 32 a una platea generalizzata di contribuenti, configurando in tal modo un´inversione dell´onere della prova a favore dell´Amministrazione finanziaria, la quale è legittimata a esercitare il potere accertativo nei confronti di qualunque contribuente che abbia intestato un conto corrente, indipendentemente dal fatto che svolga attività  d´impresa o di lavoro autonomo.

    Sembra, quindi, superata quella che era l´impostazione espressa dalla medesima Corte, con la sentenza 23852/2009. Con la sentenza in esame han ridisegnato il campo d´azione dell´applicabilità  della presunzione di cui all´articolo 32 allargandolo, come anticipato, alla generalità  dei contribuenti, a prescindere dall´attività  da essi svolta.

    Si legge, infatti, che “né in contrario senso può fondatamente invocarsi il riferimento ai “ricavi” e alle scritture contabili contenuto nella suddetta norma, giacché esso risulta limitativo unicamente della possibilità  per l´ufficio di desumere reddito dai “prelevamenti”, non potendo viceversa una simile presunzione trovare giustificazione per imprenditori o lavoratori autonomi, per i quali le spese giustificate possono infatti ragionevolmente ritenersi costitutive di investimenti. Ciò senza peraltro che l´utilizzo dei termini suddetti possa in alcun modo impedire all´ufficio di desumere per qualsiasi contribuente che i versamenti operati sui propri conti correnti, e privi di giustificazione, costituiscano reddito, dovendosi ritenere tale attività  accertativa pienamente consentita dalla norma in esame e assolutamente ragionevole“.

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