• Cancellazione dal Registro Imprese e sopravvenienze attive

    Cancellazione dal Registro Imprese e sopravvenienze attiveCon la risoluzione 77/E del 27 luglio, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per chiarire gli effetti della cancellazione delle società  dal Registro delle Imprese a seguito delle recenti modifiche: il d.lgs. 6/2003 ha modificato l´articolo 2456 c.c., inserendovi l´inciso “ferma restando l´estinzione della società “.
    Secondo il nuovo testo della norma, “approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società  dal registro delle imprese. Ferma restando l’estinzione della società , dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi.
    La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l’ultima sede della società 
    “.

    A proposito della natura giuridica della cancellazione delle società  dal registro delle imprese, la giurisprudenza della Corte di cassazione ha manifestato diversi orientamenti.

    Prima dell´inciso “ferma restando l´estinzione della società ”, la Suprema corte aveva prevalentemente optato per la natura dichiarativa della cancellazioni.
    Secondo tale orientamento, l´estinzione della società  si verificava solo quando fossero esauriti tutti i rapporti giuridici a essa facenti capo a seguito della procedura di liquidazione, compresi i contenziosi in corso con i terzi.

    Con pronunce successive alla riforma del diritto societario, la Cassazione ha mutato orientamento, affermando la natura costitutiva della cancellazione dal registro delle imprese e la conseguente estinzione irreversibile della società , anche in presenza di crediti insoddisfatti e di rapporti di altro tipo non definiti.

    Un altro problema da affrontare è quello delle sopravvenienze attive, ossia degli elementi patrimoniali attivi, non compresi nel bilancio di liquidazione in quanto non conoscibili a quella data.

    L´Agenzia delle Entrate afferma che le sopravvenienze attive devono essere attribuite “proporzionalmente ai soci, tra i quali si instaura un rapporto di comunione ordinaria ai sensi dell´art. 1100 del c. c., simile, in linea generale, a quello degli eredi”.

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