• Come usare i Selfie per il marketing delle PMI

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    Capire come e in che situazioni i consumatori utilizzano i prodotti, monitorare e studiare la popolarità dei propri prodotti e di quelli della concorrenza, abbinare gusti e interessi alle abitudini di consumo: sono alcune delle possibili informazioni che le imprese possono ricevere facendo una cosa molto semplice, studiare i selfie, gli autoscatti che impazzano sulla rete e sui social network. E’ una vera e propria nuova frontiera del marketing, analizzata da Gaia Rubera, professore associato di marketing alla Bocconi. Sulle possibilità offerte dallo studio dei selfie si stanno concentrando i colossi di Internet, da Google, a Yahoo, a Pinterest e Twitter, che hanno acquistato società attive nello sviluppo di tecnologie che analizzano le immagini.

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    Il punto di partenza è che i selfie che ognuno di noi posta sulle proprie pagine dei social network o sulla rete rappresentano una miniera di informazioni che fino a pochi anni or sono erano accessibili sono dopo accurate ricerche di marketing. Spiegato così il meccanismo potrebbe sembrare troppo generico, gli esempi invece sono di più facile comprensione: una società specializzata nell’analisi delle immagini, Ditto labs, ha scoperto che molte persone postano selfie in cui stanno mangiando uno yogurt in macchina. Risultato: un marchio di yogurt statuintensi, Chobani, si è messo a studiare soluzioni adatte al consumo di yogurt in automobile.

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    Altre informazioni importanti sono rappresentate dall’abbinamento di gusti e prodotti: Adidas ha scoperto che il 13% dei propri clienti è anche un fan di Justin Bieber, Heineken che la prpria birra è particolarmente amata dai fan dei Metallica, mentre coloro che preferiscono Beyonce bevono Smirnoff Ice. Ancora, analizzando i selfie si possono suddividere i consumatori dei propri prodotti in base ai gusti predominanti (sportivi, amanti del cibo, e via dicendo), utilizzando poi i dati oltre che per innovare le caratteristiche dei prodotti anche per impostare campagne di marketing o individuare partnership strategiche.

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    Ci sono anche classifiche delle marche più popolari nei selfie (le fanno società come la già citata Ditto Labs, o Piqora), suddivise per categorie di prodotti, utili ai direttori marketing in attesa dei dati di vendita. Infine, i selfie possono rappresentare un utile spunto per identificare i cosiddetti “consumatori evangelici”, un termine tecnico che definisce persone molto affezionate ad una marca che la promuovono nel proprio network. Si tratta di una tipologia di consumatori che le imprese considerano molto importanti, ma il 48% dei direttori marketing ammette di non essere in grado di identificarli. Non esistono al momento servizi specifici di mercato su questo aspetto, ma certo la predominanza di una marca nei selfie di un consumatore può rappresentare un punto di partenza per ricerche di questo tipo.

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