• Formazione e Social Knowledge: le prospettive

    Formazione e Social Knowledge: le prospettiveLa formazione è da sempre un tema molto caro alle aziende. Il suo connubio con la tecnologia vanta una tradizione altrettanto consolidata fatta di “momenti felici” e di fallimenti che portano spesso a ricorrere ai consolidata schemi tradizionali non tanto per mancanza di volontà  da parte di chi lavora in quest’ambito, quanto per mancanza di competenze o di soluzioni adeguate alle proprie esigenze.
    Per questo motivo i Social Network e le piattaforme orientate a questo livello di cooperazione “sociale” potrebbero rappresentare una valida alternativa per il loro sapersi proporre in modo semplice, intuitivo e per la loro penetrazione assolutamente massiva.

    Apprendere e gestire la Social Knowledge (qui un utile approfondimento) è complesso e richiede competenze di livello molto elevato, personalmente l’uso di queste piattaforme per l’apprendimento penso possa essere articolato in tre differenti macro-aree:

    • Estensione: per portare l’apprendimento e la formazione là  dove non si potrebbe arrivare con le tecnologie classiche.
    • Strumento: come alternativa – molto più usabile e utilizzabile delle classiche e – ormai – obsolete piattaforme di apprendimento on-line.
    • Informale: per accrescere e stimolare il trasferimento di conoscenze e di apprendimenti impliciti e informali, che rappresentano la leva maggiore delle aziende.
      Un buon esempio di questa pratica lo troviamo nei gruppi di LinkedIn in cui si scambiano informazioni e riflessioni attorno a un oggetto specifico (lingua inglese)

    Accanto a queste dimensioni è sempre bene tener presente quella di valutazione: come si valuta la formazione erogata in questo modo? Come si fa a tenere traccia degli apprendimenti informali? Come si fa a comprendere se questi apprendimenti hanno originato i cambiamenti organizzativi auspicati?

    La risposta alla nostra domanda, quindi?
    Sicuramente un piccolo di investimento in più, non in termini economici ma di tempo, da parte di chi si occupa di questi temi per documentarsi, aggiornarsi e scoprire nuove modalità  di apprendere e di creare assieme, senza preoccuparsi troppo delle nuove tecnologie, ma anzi: vedendole come un supporto per la propria crescita professionale e personale.

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    Commenti

    1. Gentile Stefano,

      una soluzione per assicurarsi l’efficacia della formazione, potrebbe essere quella di avere manager che si occupano in modo integrale del progetto formativo all’interno della propria azienda.

    2. Stefano Pierini dice:

      Gentile dott. Besana,
      sto lavorando ad un articolo per http://www.pubblicaamministrazione.net del nostro gruppo Html.it in ambito del valore dell’e-learning come integrazione alle iniziative tradizionali di formazione continua. I social network , ne stanno crescendo come funghi, aiutano a creare scambi e, con qualche difficoltà , anche percorsi progettuali, ma il nodo è la certificazione delle competenze. Come valutarle e come rendersi consapevole di averle, valutando da parte dell’utente il tempo occorso e gli eventuali costi. Credo che l’e-learning abbia ancora molte potenzialità  se acquisisce tutta l’interattività  che ha portato il web 2.0.

    3. Sono d’accordo…
      L’elearning classico ha ancora dimensioni di sviluppo sopratutto negli ambiti che richiedono la certificazione e la documentazione degli apprendimenti…
      Personalmente sono dell’idea che il futturo debba andare nella direzione dell’integrazione delle piattaforme.
      In modo da sfruttare le dimensioni di una e dell’altra per un circolo virtuoso di crescita

      @Fabrizio: potrebbe funzionare, a patto pero’ che tali figuri abbiano le competenze adeguate

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