• Un modello più europeo per la valutazione dei rischi in azienda

    valutazione-rischi.jpgCon l’approvazione della legge n. 129 del 2 agosto 2008 (che ha convertito in legge il decreto n. 97 del 3 giugno 2008) le Pmi italiane hanno tirato un mezzo sospiro di sollievo.
    La legge ha infatti rimandato l’entrata in vigore delle disposizioni relative alla valutazione dei rischi previste dal D.Lgs.81/2008.

    La proroga dei termini ha concesso quindi alle aziende più tempo per provvedere ad aggiornare il proprio Documento di valutazione dei rischi, per adeguarlo ai nuovi contenuti e alle modalità  definite principalmente dagli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008.
    La proroga ha effetto anche per le sanzioni previste dall´articolo 55 del Testo Unico per omessa o carente valutazione dei rischi e le disposizioni sanzionatorie contenute nei titoli specifici verranno applicate a partire dal 1 gennaio del 2009.

    La valutazione dei rischi è un´attività  che il datore di lavoro, secondo quanto stabilito all´articolo 17 del D. Lgs. 81/2008, non può in nessun caso delegare.

    Il legislatore italiano sembra quindi allineato all´orientamento europeo che considera la valutazione del rischio (e la conseguente redazione del Documento di Valutazione dei Rischi) il termine principale di un corretto approccio alla sicurezza e alla salute sul luogo di lavoro.

    L´Europa, in effetti, ha inteso rimarcare l´importanza di tale elemento, nell´ambito delle procedure di prevenzione, a tal punto, da programmare, per il tramite dell´ EU-OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro), per il biennio 2008-2009 la campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri” con lo scopo di promuovere un processo gestionale integrato, dimostrare che la valutazione dei rischi non è necessariamente complicata, burocratica o un compito destinato ai soli esperti in materia e, soprattutto, finalizzata a consentire ai datori di lavoro di trovarsi nelle condizioni di effettuare una valutazione dei rischi efficace per intraprendere azioni adeguate per eliminare o controllare i rischi. Uno dei principali gruppi bersaglio è costituito, per inciso, dalle Pmi e, in particolare, dalle microimprese.

    La campagna avviata nel corso del 2008 e che proseguirà  nel 2009, è caratterizzata dalla programmazione di (ben) due Settimane europee per la sicurezza e la salute sul lavoro, (una si è svolta nell’ottobre scorso) e culminerà  in un importante vertice sulla valutazione del rischio nel novembre 2009.

    La normativa italiana in materia, d´altro canto, presenta diversi punti che rendono tuttora problematico l´adeguamento per le Piccole e medie imprese, che pobabilmente necessitano – oltre che della proroga concessa – anche di qualche “chiarimento” che consenta quell´approccio più “ragionevole” suggerito dalla Comunità  Europea, così da capovolgere il ragionamento (purtroppo dimostratosi non efficace nella realtà ) per cui è più importante la dimostrazione di aver eseguito correttamente una procedura rispetto alla esigenza concreta di rendere il luogo di lavoro sicuro.

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