• Il Social network è passato: nel 2009 è tempo di Aggregation

    Il Social network è passato: nel 2009 è tempo di AggregationSe il 2008 è stato contrassegnato dai Social network il 2009 sarà  l’anno degli Aggregation network. Che differenza c’è? Dal punto di vista degli strumenti poca o nessuna, dal punto di vista degli approcci molta. Forse moltissima.
    Si tratta di mettere a frutto quanto i social network e gli strumenti collegati ci hanno insegnato durante tutto l’anno passato.

    Se nei 365 giorni passati abbiamo capito che una buona tattica di marketing è quella di creare contenuti costantemente aggiornati attraverso blog e canali similari, per proporre argomentazioni che consentano di dialogare frequentemente con la nostra clientela (acquisita o da acquisire), in questo nuovo anno dobbiamo saper affinare quest’arte per riuscire ad aggregare e a compattare queste attività  portandole anche fuori dalla rete.

    Il futuro, infatti, è affidato alla nostra capacità  di saper creare aggregazione sia online che offline.

    I contatti creati in rete devono essere trasformati in occasioni di incontro al di fuori del web per creare relazioni fondate su presupposti reali.
    In un momento come questo in cui i temi portanti della cronaca ruotano attorno al catastrofismo puro è buona norma fare cerchio e consolidare le relazioni con le quali abbiamo seminato lungo quest’anno passato.

    Come?
    Creando eventi ai quali i nostri utenti possano partecipare e incontrarsi veramente. Creando opportunità  per incontrare fisicamente i nostri clienti ed offrirgli dei momenti durante i quali distrarsi pur sempre parlando di affari.

    Se decidete di investire in qualche cosa di importante vi consigliamo i viaggi premio.
    Niente avvicina le persone come fare una vacanza insieme.
    Sulla base dei fatturati raggiunti dai singoli clienti create una sorta di “gara” affinché quelli che vi fattureranno di più nell’arco del primo semestre possano contare su una vacanza premio durante la quale li porterete in giro per il mediterraneo a fare un po’ di bagordi.
    Pianificate una partnership commerciale con un’agenzia viaggi o un fornitore di crociere.
    Non è così fuori dalla portata come credete. Basta informarsi e chiedere i giusti sconti.
    Se una soluzione di questo tipo è ancora troppo distante dal vostro budget allora pianificate degli eventi più semplici ma sempre informali.

    Nei momenti di incertezza economica bisogna spingere l’acceleratore sulle relazioni e sul loro consolidamento.
    Aggregation significa questo.
    Fino ad ora avete usato gli strumenti online per attirare l’attenzione su di voi, ora che questa attenzione ce l’avete, portate i vostri nuovi (o meno) interlocutori fuori dal web e fateli divertire. Allentate le preoccupazioni, fate sorridere i vostri partner e trasmettete loro la vostra sicurezza.

    Date ai vostri un motivo personale e non solo commerciale per stare con voi. Per scegliervi nuovamente.
    Aumentare la fedeltà  dei clienti non è mai stato così importante come in questo momento. E le campagne di sconto e saldo non saranno più sufficienti. Bisogna uscire dal proprio ruolo di manager e ricominciare a vestire i panni di colui che è in grado di togliersi la cravatta e parlare alla propria clientela come si fa con i vecchi amici per capire veramente di cosa hanno bisogno, cosa cercano e come potete essere al loro fianco per offrirglielo.

    Aggregation, quindi, ma con un’attenzione particolare a ciò che è “personal”.
    Le aziende sono fatte da persone che hanno le loro storie, le loro necessità , i loro problemi, i loro sogni. Avvicinatevi a loro, ascoltateli e cercate di capire come potete aiutarli a realizzarli.
    Potreste scoprire che otterrete di più in questo modo piuttosto che con una costosa campagna pubblicitaria.
    Come dice Marzio Bonferroni, è ora di passare dalla Customer satisfaction alla Human satisfaction.
    Gli affari saranno una piacevole conseguenza.

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    Commenti

    1. Mario dice:

      Sarà  perchè ho 49 anni, sarà  perchè da quando ne avevo 18 lavoro nel mondo della comunicazione a vari livelli, ma mi pare che qui si tratti della vecchia e cara “minestra riscaldata”. Non è un’offesa bens’ la constatazione che questi argomenti li ho sentiti discutere e riproporre con svariati nomi da alcuni decenni. Forse i giovani manager trentenni di oggi dovrebbero assumere qualche cinquantenne con esperienza in più e qualche neolaurato in meno.

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