• Apple: non è necessario l'antivirus sui Mac

    Non è passata nemmeno una settimana da quella che sembrava una storica comunicazione di Apple sulla sicurezza dei propri sistemi operativi che adesso arriva, puntuale, il contrordine.

    Il panico è durato qualche giorno, gli utenti più affezionati ai Mac si stavano cominciando seriamente a preoccupare, ma fortunatamente in qualche ora si ritorna ai tempi in cui non serve installare un software antivirus sui sistemi operativi della mela.

    Bill Evans, portavoce di Apple, ha spiegato che in realtà l’intenzione che aveva quella pagina apparsa sul sito ufficiale (e adesso rimossa perché definita dallo stesso Evans “vecchia e inaccurata”) era ben altra.

    I Mac sono progettati con tecnologie integrate che forniscono protezione contro i software malevoli e le minacce alla sicurezza. Comunque, dato che nessun sistema può essere al 100% immune da ogni minaccia, usare un software antivirus può offire una protezione aggiuntiva

    È questa la chiave per decifrare quel testo, spiega Evans. Preoccupazione, quindi, ma non eccessivo panico. I problemi di virus esistono per tutti, in maniera minore per chi utilizza i sistemi operativi di Apple, ma non per questo dobbiamo sentirci autorizzati a lasciare il nostro computer in balia degli eventi.

    Anche perché è naturale che le vulnerabilità di software aggiuntivi ad esempio integrati nel browser sono pericolose per chiunque, sia per chi usa Windows che per chi utilizza il Mac.

    Le soluzioni software che erano presenti in quella pagina della knowledge base (Intego Virus Barrier X5, Symantec Norton AntiVirus 11 per Macintosh e McAfee VirusScan per Mac) evidentemente erano solo consigliate per chi volesse proteggersi più del necessario.

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    Commenti

    1. Alessandro dice:

      Sono d’accordo. Temo che la probabilità di beccarsi un virus dipenda più dalla popolarità del sistema operativo, che dalla sua maggiore maggiore o minore pretesa di sicurezza.

      Forse Mac ci difende “un po’” meglio, ma dubito che possa fare la differenza se i creatori di virus di mezzo mondo decidessero che, d’ora in poi, non è più Windows il loro obiettivo principale.

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