• Enterprise 2.0: le ragioni di un cambiamento

    enterprise20.jpgUn argomento di cui spesso si sente parlare in ambito aziendale è l’Enterprise 2.0, riferendosi a un nuovo modo flessibile e dinamico di intendere l´impresa.

    Ma davvero si è cosi vicini a questa svolta epocale? Gli esperti, o meglio i protagonisti del cambiamento, ne parlano in termini meno fantastici e più concreti chiarendo che passare dalle versione 1.0 a quella 2.0 significa cambiare il proprio asset aziendale. Cercando di analizzare gli sforzi già  compiuti dalle aziende italiane e i progetti che viaggiano in tal senso sembra un passaggio piuttosto complesso.

    L´errore spesso compiuto è credere che l´adozione di alcune tecnologie di moda come i blog o i wiki aziendali costituisca un passo in avanti verso una futura forma aziendale.
    Questi tentativi, tuttavia, non rappresentano un cambiamento reale ma solo di parvenza.

    Probabilmente, il punto centrale è ancora una volta la capacità  di cambiare e di intendere la propria azienda come un´entità  in continua evoluzione. Questo non costituisce solo una strada per raggiungere l´ambita meta Enterprise 2.0 ma la vera chiave di accesso a questo promettente e interessante mondo.

    Operativamente parlando, è necessario che i manager aziendali siano sensibili e decisi nell´apportare cambiamenti allo status aziendale investendo sulle promesse tecnologiche del presente.

    Da un lato, questo modo di agire richiede notevole coraggio e mette in gioco la libertà  di coloro che devono prendere decisioni in relazione agli obiettivi aziendali da raggiungere e al modo in cui farlo.
    Dall´altro, è necessario essere in grado di gestire l´innovazione in modo responsabile e consapevole.

    Benché le tecnologie offrano grandi risorse e infinite possibilità  di utilizzo e sviluppo, bisogna comprendere che da sole non possono realizzare un cambiamento. Ciò che veramente fa la differenza tra i maniaci tecnofili e i responsabili tecnologi e la capacità  di controllare l´utilizzo delle tecnologie aziendali, sia per l´impatto socio-lavorativo che esse hanno sia per il monitoraggio della reale operatività  di alcune scelte o sperimentazioni.

    Un classico esempio di quanto finora discusso in termini generali e astratti è il telelavoro di cui già  si è parlato in altri post. Questa forma che man mano sembra affermarsi sempre di più, e in diversi ruoli aziendali, non costituisce di per sé uno sconto sui compiti del dipendente o sulla mole di lavoro da smaltire, ma certamente comporta una serie di problematiche a livello aziendale che vanno gestite.

    Spesso infatti si accusa il telelavoro di ridurre o persino annullare l´interazione tra i dipendenti, di sminuire l´importanza della presenza fisica all´interno dell´azienda e di mancare di forme di controllo sull´operato e sul numero di ore di lavoro del dipendente.

    Per certi aspetti questi problemi sono concreti e reali e rientrano nelle questioni socio-lavorative da saper gestire in un contesto di innovazione. Sotto un altro punto di vista, queste obiezioni rilevano la paura del nuovo e del diverso relativamente alle dinamiche aziendali e alle forme della nuova impresa.

    Voglia di cambiare e libertà  risultano essere le keywords per entrare nel mondo dell´Enterprise 2.0, un passaggio che ancora richiede molto lavoro e molto coraggio da parte delle aziende italiane e su cui si riversano molte speranze, molte aspettative e molte curiosità  da parte di coloro che credono nell´innovazione.

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