• PMI: solo 3 su 10 vendono online

    exportNonostante l’esplosione dell’e-commerce italiano, con 12 milioni di acquirenti online, e un ritmo di crescita del 30 per cento annuo (in pratica, il 40 per cento di coloro che navigano sono degli attuali o passati web shopper), le piccole e medie imprese continuano a trascurare la miniera d’oro rappresentata dallo shopping attraverso canali “virtuali”. Secondo il recente studio condotto da Doxa Digital, infatti, solamente il 30 per cento delle PMI italiane è attrezzato per vendere anche online. Una forte minoranza che è altresì in grado di rappresentare quel cluster di aziende che meglio delle altre sono riuscite a fronteggiare la crisi o, addirittura, attraverso il web hanno ottenuto un aumento del proprio fatturato.

    A conseguire i maggiori benefici sarebbero soprattutto le PMI che hanno delle relazioni con l’estero, e che hanno un livello di “maturità ” digitale piuttosto elevato. Non solo: la relazione tra livello di maturità  e di conoscenze digitali ed export sarebbe duplice, visto e considerato che tra le aziende non digitali il livello di export è pari al 55%, mentre tra le aziende che riescono a gestire strumenti di commercio elettronico il livello di esportazioni balza al 67%. Come se non bastasse a indurre le PMI a ricalibrare la propria presenza sui mercati internazionali e sul web, sia sufficiente considerare che tra le imprese considerabili come “digitalmente avanzate”, il 24 per cento del fatturato estero è proprio realizzato attraverso il canale digitale.

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