• Trattenuta del 10%: i chiarimenti delle Entrate

    EdiliziaSulla questione della trattenuta del 10% sui bonifici dei costruttori edili la circolare n. 40 del 28 luglio scorso ha chiarito non pochi dubbi. E´ adesso maggiormente comprensibile il ruolo rivestito da ciascun soggetto.

    Ma andiamo con ordine. Dallo scorso 1 luglio i bonifici effettuati in favore dei costruttori edili per beneficiare delle agevolazioni del 36% o del 55% hanno visto applicata una trattenuta del 10% a titolo di ritenuta d´acconto. Ad applicare la trattenuta, secondo la norma, saranno le banche.
    Ecco sollevato il primo dubbio: quale banca deve operare la trattenuta, quella che dispone il bonifico o quella che lo riceve? L´Agenzia delle Entrate ha stabilito che a fungere da sostituto d´imposta è la banca (o comunque la Posta) in cui il beneficiario del bonifico ha il conto corrente.

    L´Istituto di credito che riceverà  il bonifico dovrà  applicare la trattenuta sull´importo scorporato dell´Iva convenzionalmente determinata nell´aliquota del 20%.

    Il beneficiario, quindi, incasserà  l´importo della fattura al netto della ritenuta d´acconto subita e, in sede di dichiarazione dei redditi, ne dovrà  tenere conto per la compilazione del modello Unico.

    Si immagini ad esempio l´impresa Alfa S.r.l. che realizza a Tizio lavori edili che beneficiano della detrazione Irpef del 55%. L´importo dei lavori è pari a euro 20.000,00 + Iva al 10%. In data 01.05.n la ditta Alfa S.r.l. emette fattura per euro 22.000,00. Il giorno successivo Tizio esegue bonifico bancario alla ditta. La banca di Tizio trasmetterà  alla banca della ditta Alfa S.r.l. il bonifico segnalandolo con una specifica causale introdotta dall´Abi per i bonifici soggetti a ritenuta. La banca della ditta Alfa S.r.l. riceverà  il bonifico di euro 22.000,00 e applicherà  la trattenuta del 10% sul totale fattura al netto dell’Iva al 20%.

    In definitiva dovrà  scorporare l´Iva del 20% sul totale fattura e sul residuo applicare la ritenuta del 10%. Pertanto:

    22.000,00/1,20 = 18.333,33 x 10% = 1.833,33

    L´importo versato nel conto corrente dell´impresa Alfa S.r.l. sarà :

    22.000,00 – 1.833,33 = 20.166,67

    La trattenuta operata dalla banca della ditta Alfa S.r.l. dovrà  essere versata all´Erario entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui avviene l´operazione di bonifico.

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    Commenti

    1. Salvatore dice:

      Mi chiedo come mai, nell’esempio indicato, la banca debba fare il calcolo scorporando l’iva al 20% quando il lavoro è stato fatturato al 10%.

    2. Il motivo principale è che la banca non è a conoscenza dell’aliquota Iva applicata dall’impresa. E’ pertanto convenzionalmente stabilito che l’aliquota da considerare sia quella ordinaria. Questa operazione, comunque, è un piccolo beneficio per l’impresa la quale vedrà  applicata la trattenuta su un importo che è inferiore rispetto al reale imponibile.

    3. CLAUDIA dice:

      ma qualcuno e’ a conoscenza se queste trattenute forzate che ci vengono fatte possono essere trattenute a nostra volta dagli acconti sulle tasse 2010 che dovremmo versare entro il 30/11/2010? diversamente gli acconti si pagano due volte, assurdo!!
      Grazie

    4. Claudio dice:

      Il versamento all’Erario dovrà  farlo banca che ha detratto il 10%, no?

    5. Ovviamente sì. Il versamento della trattenuta dovrà  essere fatto dalla banca entro il 16 del mese successivo.

    6. Giovanna dice:

      Mi sembra una truffa legalizzata! Se il committente ottiene sgravi fiscali mentre l’impresa ci rimette; che senso ha eseguire questi lavori?
      Mi sbaglio? non ho capito qualcosa?
      Mi chiarite le idee?

    7. riccardo dice:

      Dallo scorso 1 luglio i bonifici effettuati in favore dei costruttori edili per beneficiare delle agevolazioni del 36% o del 55% hanno visto applicata una trattenuta del 10% a titolo di ritenuta d´acconto. Tale trattenuta viene fatta sul totale della fattura iva compresa emessa dal castruttore, quindi è errato dire che si tratta di una ritenuta d’acconto, perchè in questo modo viene trattenuto il 10% anche sulle spese che un impresa ha sostenuto per eseguire un lavoro. Se poi consideriamo che a volte le imprese edili si trovano ad operare: in momenti di crisi o di elevata concorrenza per cui sono costette a effettuare eccessivi sconti ; di cattive condizioni metereologiche o errata valutazione dei lavori che fanno prolungare i tempi dell’esecuzione dei lavori aumentando cosi le spese, e quindi hanno un ridotto margine di utile che si aggira appunto intorno al10%, ne viene fuori che effettuando la trattenuta dl 10% sull’importo dei lavori più iva il costruttore ha lavorato senza utile quindi può solo fallire. Inoltre capita spesso che il committente alla fine dei lavori o non è in grado più di far fronte ai pagamenti causa eventuali verianti che fanno aumentare l’importo previsto, o non vuole pagare i lavori per intero per una sua insoddisfazione costringendo così il costrurttore a iniziare azioni legali nei confronti del committente che fanno slittare se tutto va bene ( anche grazie alla lentezza della giustizia) la riscossione dell’intero importo dei lavori. Così analizzando q’uestultima ipotesi il costuttore paga il 10% di trattenute sugli acconti che ha ricevuto dal committente. Denaro che ha dovuto usare per pagare tutte le spese sostenute per eseguire i lavori e visto che non riceve il saldo dei lavori dove si dovrebbe ricavare un eventuale utile il costruttore ha pagato una ritenuta di acconto del 10% sulle spese e ancora una volta può solo fallire. Si può concludere quindi che questa trattenuta del 10% non è una ritenuta d’acconto ma solo un appropriazione indebita di capitali che fa il fisco italiano nei confronti delle imprese edili camuffata da sistema per combattere l’evasione fiscale.

    8. laura dice:

      Scusate io sono un rivenditore di arredo bagno e ceramiche… in questo caos come mi devo comportare visto che io vendo solo il materiale al cliente privato?

    9. cri dice:

      Ce ne fosse uno che ha capito!

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