• Agevolazioni per la realizzazione di progetti nelle aree di crisi

    Agevolazioni per la realizzazione di progetti nelle aree di crisiCon il decreto del 25 gennaio 2010, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 97 del 27 aprile 2010, il Ministro dello Sviluppo Economico ha approvato i nuovi indirizzi operativi relativi alla legge 181/89.

    Il sistema agevolativo prevede la concessione contributi in conto capitale e finanziamenti a tasso agevolato in favore di iniziative insediate nelle aree di crisi.

    Rispetto alle disposizioni applicative finora in vigore, il nuovo quadro regolamentare contiene alcune importanti novità .

    Innanzitutto, il decreto ha previsto la possibilità  per le iniziative imprenditoriali del Centro e Nord Italia, di poter usufruire di finanziamenti agevolati erogabili con le medesime modalità  già  previste per le iniziative del Sud Italia.
    Ciò permetterà  agli investimenti localizzati nel Centro-Nord di aumentare fino al 50% le coperture agevolate, a parità  di intensità  di agevolazione prevista dalla Carta degli Aiuti UE 2007-2013.
    È stato, inoltre, eliminato l’obbligo per le imprese di presentare garanzie fideiussorie per ottenere l’erogazione dei contributi a fondo perduto in assenza di anticipazioni.

    La misura agevolativa si conferma un positivo modello di intervento per rilanciare le aree produttive e per la rinascita del tessuto imprenditoriale locale, soprattutto in questa ultima fase di crisi economica, di stretta creditizia e di difficoltà  delle imprese nel sostenere concretamente i propri piani di sviluppo.

    L’intervento agevolativo è destinato alle piccole, medie o grandi imprese, costituite nella forma di società  di capitali, economicamente e finanziariamente sane, che operano nei settori estrattivo e manifatturiero e nella fornitura di servizi.

    In particolare, sono agevolabili i programmi di investimento promossi nei settori produttivi di cui alle seguenti sezioni Ateco 2007: estrazione di minerali; attività  manifatturiere; produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore, di cui alla classe 35.11.00 Produzione di energia elettrica, limitatamente agli impianti alimentati da fonti rinnovabili o assimilate.

    Sono inoltre escluse dal regime di aiuto le imprese: in difficoltà  e/o in ristrutturazione finanziaria; destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

    Per quanto riguarda le spese, saranno agevolabili quelle riferite: progettazione, studi di fattibilità , oneri per le concessioni edilizie, collaudi di legge, prestazioni di terzi per l’ottenimento delle certificazioni di qualità  e ambientali; suolo aziendale, sue sistemazioni e indagini geognostiche; opere murarie ed assimilate; infrastrutture specifiche aziendali; macchinari, impianti ed attrezzature varie; programmi informatici; brevetti relativi a nuove tecnologie e processi di produzione, per un importo non superiore al 50% del programma ammissibile.

    Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il primo può arrivare ad un massimo del 25% dell’investimento ammissibile al Centro-Nord, mentre al Sud la percentuale sale al 40%. Oltre al contributo, potrà  essere concesso un mutuo decennale, ad un tasso agevolato pari al 36% di quello di riferimento per operazioni superiori a 18 mesi vigente al momento della stipulazione del contratto.

    Per le imprese del Mezzogiorno è prevista la possibilità , in alternativa ai prefinanziamenti agevolati, di richiedere prestiti agevolati per i fabbisogni residui, di durata non superiore a 4 anni, ad un tasso pari al 36% del tasso di riferimento.

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    Commenti

    1. massimiliano dice:

      possibile che nessuno aiuti noi poveri imprenditori strozzati dalle banche e costretti a chiudere?le moratorie..hanno effetto solo se le rate sono in pari…e se uno nnce la fà  a pagare?viene distrutta la propia vita..dovrebbero creare dei fondi per aiutare imprenditori che sono in sofferenza..come si può pretendere di far ripartire un economia se già  esiste una pressione fiscale così alta?

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