Quando ti registri su un sito qualsiasi oramai è diventato un “must” accettare la clausola “ricevi la nostra newsletter”.
Se fino a poco tempo fa l’email marketing era uno strumento effettivamente positivo e funzionale agli interessi dell’utenza web oggi ci si pone sempre di più il problema di realizzare dei bollettini che non siano solamente dei contenitori per “gli ultimi aggiornamenti del sito” ma dei veri e propri veicoli di servizi integrativi di ciò che viene offerto sul portale/sito web.
L’argomento è controverso: se si ascoltano gli esperti di settore sembra che l’email marketing sia lo strumento per eccellenza per fare direct marketing, ma a sentire la clientela “sulla strada” i pareri sono un po’ diversi.
In veste di Marketing Manager, mi confronto quasi quotidianamente con aziende i cui siti web avrebbero bisogno di una “ritoccatina”, a volte anche qualcosa di più.
Il passaparola è ormai considerato dai professionisti della comunicazione e del marketing uno strumento di notevole efficacia per promuovere prodotti e servizi, anche grazie alle nuove applicazioni rese possibili dal Web 2.0, come le campagne di
Mai dormire, mai voltare le spalle al nemico, mai chiudere gli occhi, mai arrendersi. L’economia viene giocata con un’intelligenza che non ha nulla da invidiare a quella militare. Sun Tzu ne avrebbe da dire sull’argomento. Altro che arte della guerra. Qui si gioca pesante!
Sappiamo tutti che che le nostre comunicazioni email sono a rischio di intercettazione in quanto “in chiaro”. Il contenuto può essere letto da occhi indiscreti pertanto è sempre consigliabile non inviare codici segreti, numeri di carte di credito o altro senza gli opportuni accorgimenti. 