• Amazon: non c'erano bug nel software di Adobe

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    La vicenda è iniziata qualche settimana fa, quando si è appreso che dal servizio di video-on-demand di Amazon.com si potevano scaricare i contenuti in versione integrale in modo perfettamente libero e legale, sfruttando una presunta falla nel sistema in Flash utilizzato per la riproduzione dei due minuti gratuiti di ogni film presente nel sito.

    In realtà, la pausa che si inserisce automaticamente dopo i due minuti serviva a ben poco, dato che il film veniva comunque caricato interamente e il download non era protetto adeguatamente.

    Ovviamente diversi esperti di sicurezza hanno dato subito la colpa ad Adobe, la casa produttrice della tecnologia Flash utilizzata per lo streaming, definendo il suo programma vulnerabile e incapace di gestire del tutto contenuti criptati proteggendoli da un loro utilizzo illegale.

    Successivamente, però, dopo le proteste di Adobe, che ha tentato di spiegare l’ottimo e sicuro funzionamento del proprio software messo in discussione, si è scoperto che la responsabile di tutto quello che è successo in realtà è stata la stessa Amazon che, come già aveva affermato Adobe, doveva provvedere in precedenza a criptare i video in un modo maggiormente sicuro.

    Non sembrerà vero, perché capita purtroppo poche volte, ma stavolta un presunto problema di sicurezza in un software molto utilizzato come la tecnologia Flash di Adobe non si è rivelato tale.

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