In tempo di crisi, durante il quale una delle maggiori proccupazioni è la conservazione dei posti di lavoro e le sorti delle piccole e medie imprese, la Camera ha proposto una nuova figura professionale: i “semplificatori“, ovvero un nuovo tipo di manager il cui scopo è di far convivere gestione e innovazione, dando una spinta alla competitività e all’internazionalizzazione.
La proposta di legge è stata assegnata nei mesi scorsi in sede referente alle Commissioni riunite Finanze e Lavoro. L’idea è di introdurre nelle imprese una nuova figura professionale che usi l’innovazione come modello di gestione, utilizzando strumenti di governance con la finalità (definita nell’art. 1 della proposta di legge) di dare una spinta alla produttività e allo sviluppo di una cultura aziendale nelle Pmi.
Soprattutto in vista dell’applicazione delle nuove regole dettate da Basilea 2 si rende necessario “combattere la scarsa capacità competitiva delle imprese italiane, dovuta soprattutto al basso livello di spesa in innovazione, in ricerca e in sviluppo”.
Ma vediamo in concreto in che cosa consisterà il ruolo dei semplificatori all’interno delle Pmi. Si tratterà di figure professionali manageriali assunti con contratto a tempo determinato la cui durata non potrà però essere inferiore ad un anno. È prevista anche l’assunzione con contratto a progetto.
Sono state identificate (art. 2) due tipologie di semplificatori: temporary manager e i consulenti di direzione. Il primo si occuperà nel periodo di tempo previsto di gestire l’azienda, o anche semplicemente una sua struttura o funzione, il secondo di proporre soluzioni o modelli di sviluppo all’azienda e di assisterla nella loro attuazione.
Ovviamente il semplificatore deve rispondere a determinati requisiti (art. 3), per poter essere assunto con tale ruolo: avere un’esperienza certificata in funzioni professionali di almeno cinque anni, non deve aver avuto rapporti professionali (dipendenza o collaborazione) con l’azienda o con aziende ad essa collegate, né legami familiari con il titolare o i componenti del consiglio di amministrazione dell’azienda.
Le Pmi identificare dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003 sono esentate dal pagamento degli oneri contributivi di qualsiasi natura derivanti dall’assunzione di semplificatore, purchè quest’ultima sia finalizzata all’introduzione o alla realizzazione di processi gestionali innovativi, o al ricambio generazionale (art.4).

Commenti
Ho il piacere di segnalarvi il primo di una serie di seminari organizzati dal CSI (Centro Interassociativo per i Servizi) con la finalità di assistere le imprese associate su questioni fiscali, legali e societarie. Il seminario “Working Capital e liquidità aziendale”, organizzato in collaborazione con Deloitte e Confindustria Latina, si terrà il prossimo mercoledì 10 febbraio alle 14,30 presso la sede della Confederazione degli industriali del capoluogo pontino.
Per amggiori informazioni: www.csi-imprese.it
di Antonioul - 08 Febbraio 2010 alle ore 18:30
ci vorrebbe una legge che permetta a coloro che hanno carichi pendenti di poter continuare alavorare per poter assolvere i debiti con il fisco e i loro tra virgolette segugi
tipo equitalia .come si risolve la questione se un piccolo imprenditore non puo’ aquisire certificazioni ,soa .iso ecc.
non lavorera’mai piu’ gli resta solo………..
anche volendo pagare ,bisogna lavorare quindi e come un cane che gira e si morde la coda. se potete mettete questo su tuuti i siti che volete non potra’ che farmi piacere
di Raffaele - 05 Giugno 2010 alle ore 12:27
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