• Crisi? Eppure ci sono 28mila aziende in più …Analisi dei dati

    Crisi? Eppure ci sono 28mila aziende in più ...Analisi dei dati

    Studio di Infocamere: tra aprile e giugno 28mila aziende in più nei registri imprese. La metà  sono società  di capitali. Sempre alte le procedure fallimentari avviate: 30 al giorno.

    Questi i dati principali relativi al II trimestre dell´anno evidenziati da Movimprese, nell’ambito della rilevazione condotta da InfoCamere, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Le cifre sono state rese note in occasione dell’Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d´Italia svoltasi a Roma in concomitanza con il Consiglio Generale di Unioncamere.

    Tutti i dati tabellari per settore sono disponibili online su Infocamere.it.

    Dopo un primo trimestre particolarmente negativo, il sistema produttivo italiano torna a espandersi.

    Ma vediamo il dettaglio: tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto quasi 98mila domande di iscrizione da altrettante imprese, a fronte di poco meno 70mila richieste di cancellazione da parte di imprese esistenti.

    La differenza corrisponde a un tasso di crescita dello 0,46%, il più basso tra quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 7 anni.

    La metà  del saldo (il 49%), si deve alle nuove società  di capitali, aumentate di 13mila unità  in tre mesi .

    Ma tutte le tipologie di forme giuridiche hanno fatto registrare un bilancio positivo: oltre 4mila le società  di persone in più, 8.500 le ditte individuali (di cui quasi la metà  aperte da cittadini immigrati), 1.500 tra consorzi e cooperative.

    Al Sud il saldo risulta maggiore in termini assoluti, con 8.763 imprese in più, mentre al Centro si registra l´incremento relativo più elevato (+0,54%).

    In tutte le regioni, il trimestre si è chiuso comunque con segno positivo: dalla Lombardia (4.839 imprese in più all´appello), al Molise (108).

    Così come anche a livello settoriale tutte le attività , ad eccezione dell´industria estrattiva (-22 unità ), fanno registrare un´espansione della propria base imprenditoriale.

    Dopo l´accelerazione registrata sul finire del 2008, quando il numero delle aperture di nuove procedure fallimentari era cresciuto del 23% rispetto a un anno prima, nel trimestre da poco terminato si registra una sostanziale stabilità  nel numero di imprese che sono state costrette a portare i libri in tribunale: 2.750 contro le 2.626 del periodo gennaio-marzo.

    Su base mensile, tra aprile e giugno le nuove procedure fallimentari si sono attestate su una media di circa 30 al giorno, a fronte di un valore medio di 22 nello stesso periodo del 2008 e di 21 nel 2007.

    Su base trimestrale, l´andamento delle nuove procedure fallimentari in rapporto allo stock delle imprese esistenti a fine periodo segnala una lieve accentuazione nell´ultimo trimestre, passando da 43 a 45 imprese che avviano tali procedure ogni 1.000 imprese registrate.

    In occasione del suo discorso d´insediamento al vertice dell´associazione delle Camere do commercio d´Italia, Ferruccio Dardanello, neo-Presidente di Unioncamere ha sottolineato che “Gli italiani hanno un fortissimo bisogno di ritrovare la fiducia, perché senza fiducia non c´è domani. Se tanti di loro, pure in questi mesi difficili, hanno scelto di fare impresa è segno che questo Paese è convinto di farcela ancora una volta”.

    “Di fronte a questi segni concreti” – ha aggiunto Dardanello – “è dovere delle istituzioni rispondere con altrettanta fiducia nell´impresa e in chi la sostiene e promuove, come le Camere di commercio. I recenti provvedimenti del Governo segnano il passaggio a una nuova fase di interventi, con cui anziché limitarsi a giocare in difesa si torna all´attacco, sostenendo chi fa impresa e chi vi lavora. Senza dimenticare chi il lavoro lo deve ritrovare. E´ un passaggio fondamentale verso un´uscita dalla crisi che molte piccole e medie imprese già  intravedono. Dobbiamo accelerare il passo e rendere concreti sul territorio gli interventi prefigurati dai provvedimenti governativi, sfruttando ancora di più le potenzialità  messe a disposizione dalla rete delle Camere di commercio”.

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