• E-government: cosa chiede il sistema produttivo alla PA?

    Logo e-governmentE-government a servizio di utenti, cittadini e imprese. Un approccio strategico che si traduce in politiche, servizi e interazioni fra istituzioni e sistema produttivo, da tutti considerato carta vincente per rendere davvero innovativo ed efficace il rapporto tra amministrazioni, cittadini e imprese.

    Ma si tratta realmente di uno scenario in crescita? La domanda è d’obbligo, soprattutto se pensiamo al valore strategico che tali interazioni giovano per le piccole e medie imprese, fortemente condizionate dalle opportunità  di servizio fornitele loro.

    Seppure si parli di semplificazione amministrativa e digitalizzazione dei documenti da circa dieci anni, esistono ancora pesanti differenze territoriali che non permettono di estendere agevolmente a tutti, Pmi comprese, l’applicazione del diritto ad un servizio efficace.

    Il destino del sistema produttivo, la sua strategia e l’abbattimento dei costi dipendono dall’ottimizzazione del tempo che è proprio del collegamento diretto con la PA e la riduzione delle lungaggini burocratiche, certamente legate anche ad una ridefinizione dei ruoli e della maggior preparazione professionale degli addetti.

    Il grado di interattività  tra tessuto economico e amministrativo permetterà  anche al nostro Paese di compiere un significativo salto di qualità  verso la cosiddetta e-democracy, cioè la promozione di progetti di utilizzo delle tecnologie ICT come strumento per promuovere la partecipazione dei cittadini e delle imprese alla vita delle amministrazioni pubbliche ed alle loro decisioni.

    Un impegno istituzionale apprezzabile è già  rappresentato da un portale che orienta le imprese all´utilizzo dei servizi online della Pubblica Amministrazione, con informazioni quali adempimenti, fisco, risorse umane, leggi, ambiente, economia.

    L´Italia tenta di farsi strada nella nuova cultura telematica che punta, del resto, a raggiungere standard prefissati a livello europeo. La prima e più grande iniziativa legata alla nuova agenda di Lisbona (Giugno 2005), denominata “i2010 – A European Information Society for Growth and Empolyment”, assume come uno dei pilastri fondamentali il miglioramento dei servizi pubblici e della qualità  di vita, impegnando direttamente gli Stati membri nella modernizzazione e innovazione tecnologica della PA, ed in particolare in piani capaci di realizzare un salto quantitativo e qualitativo nell’e-government.

    Ciò significa assumere un modello di qualità  dei servizi che veda fra i suoi attributi misurabili la riduzione dei tempi di attesa, la semplificazione e l´abbattimento delle barriere di accesso, la disponibilità  tempestiva del servizio e la univoca referenza di responsabilità .

    Ma cosa chiedono oggi le imprese alla PA nel vasto quadro delle iniziative di e-government? Ammodernamento dell’enorme patrimonio tecnologico della PA (terminali, impianti, reti, basi di dati e sistemi software), azioni per sviluppare nuove reti a larga banda wireline e wireless su tutto il territorio, nuovi servizi, applicazioni e contenuti online con l´utilizzo delle tecnologie innovative emergenti (Wi-Max, Mobile, IP Multimedia Subsystem, RFID, P2P, Biometria, etc.), che devono essere ispirati all’attuazione di direttive generali: facilitare la comunicazione tra le PA a livello territoriale; raccogliere e riutilizzare il patrimonio informativo; riorganizzare l’ingresso e l’elaborazione dei dati; ampliare lo stato di sicurezza del trattamento dei dati; migliorare ulteriormente i servizi a beneficio del sistema produttivo.

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