• Gli spam blog aumentano: c'è un rimedio?

    Una recente notizia di E-Consultancy riporta un’interessante analisi che mette in evidenza come il 30% dei blog attuali sia infetto, quando non totalmente dedicato allo spam.

    Si tratta di un fenomeno peculiare del Web 2.0, che vede i blog al centro dei vertici dell’informazione mondiale della Rete, quale miglior veicolo per diffondere la pubblicità indesiderata? L’abbinamento sembra perfetto, e la tendenza pare sorpassare anche quella delle classiche, vecchie, mail di spam.
    Il problema sembra affligga parecchi account WordPress.com, anche se la stessa casa dichiara di aver eliminato oltre 800.000 spam-blog.

    Technorati, dal canto suo ha evidenziato come, giornalmente, si vadano a creare un numero di splog pari a 3/4000. Numeri che, all’atto pratico, interessano poco alle utenze, ma che sono comunque importanti per riflettere sulle reali implicazioni che questo fenomeno comporta.
    È chiaro che non si tratta di un fenomeno marginale e che la questione meriti di essere presa seriamente in considerazione.

    Le utenze possono fare ben poco se non limitarsi a segnalare il fenomeno. In casi come questi, a mio modo di vedere, il compito più difficile riguarda i fornitori dei servizi, che devono preoccuparsi di gestire determinate questioni in modo da ridurre fenomeni come questi. Potremmo quindi parlare di una protezione a livello server piuttosto che client, o meglio a livello di provider.

    In che modo? Non è semplice trovare una soluzione, sicuramente diviene necessario porre attenzione alla fase di registrazione di nuovi spazi e alla fase di apertura di un blog, ma anche un monitoraggio dei blog, relativamente ai contenuti, non sarebbe una cattiva idea.

    Attraverso una continua valutazione, si avrebbero elementi necessari per garantire una rete sicura e affidabile, ma questo monitoraggio non sarebbe affatto semplice.

    Voi cosa ne pensate? Qualcuno di voi trova o intravede alcune possibili soluzioni alla questione?

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    Commenti

    1. Ratamusa dice:

      Penso si possano fare due considerazioni opposte:
      una dalla parte degli sploggers:
      non approvo lo spam, in nessuna forma anche se devo dire che tecnicamente parlando è un ottimo esempio di creatività. Ad un rifiuto crescente dello spam, gli spammer hanno trovato un nuovo modo di diffonderlo.
      una dalla parte degli utenti:
      dato che c’è un nuovo modo di diffonderlo, ci dev’essere un nuovo modo di rifiutarlo, anche attraverso quanto detto nel blog.
      Tecnicamente parlando si dice che è l’equivalente informatico della coevoluzione.
      Se ciascuna delle parti coinvolte non evolvono reagendo all’azione delle altre, soccombono.
      Non è una bella cosa.

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