• I social network spaventano le Pmi

    I social network spaventano le PmiSecondo uno studio condotto da A&F Research per conto di Trend Micro le Pmi mostrano qualche patema d’animo quando si parla di Social Network. Perche? Pe rle possibili ripercussioni in materia di sicurezza informatica e riservatezza dei dati.

    In una scala da 1 a 5, gli intervistati attribuiscono infatti un valore di 2,68 al furto dei dati aziendali e di 2,65 a quello dei dati personali. Una valutazione in entrambi i casi addirittura superiore a quella generata dal cosiddetto credit crunch, al quale le Pmi assegnano un punteggio di 2,61.

    Il problema dello Spam è chiaramente uno dei più sentiti (40% dei casi), così come ancora preoccupano i Virus (24,6%). E non son poche le realtà  che segnalano problemi legati al furto o allo smarrimento di PC portatili o smartphone, con conseguente perdita di dati aziendali.

    Non mancano poi altre preoccupazioni legate ai comportamenti del personale che lavora in azienda e all’uso improprio di Internet e degli altri strumenti di comunicazione durante l’orario di lavoro.

    Attualmente, infatti la maggioranza degli interpellati dichiara di essere intervenuta o di aver intenzione di intervenire su tre aree principali: pornografia (56,2%), dei giochi (41,8%), scommesse e lotterie (37,9) in buona parte già  oggi non accessibili, specie nelle aziende di maggiori dimensioni.

    Meno omogenee sono invece le decisioni per quanto riguarda chat e siti di social networking.

    Attualmente sono il 22,3% degli interpellati che vietano l’accesso alle chat, ma in futuro potrebbero salire al 33%. Similmente, per quanto riguarda i social network, si dovrebbe passare dal 21,4% di oggi al una restrizione nel 24,3% nel prossimo futuro.

    Le preoccupazioni, va detto, riguardano però due aspetti differenti.
    Da un lato la sicurezza vera e propria, dall’altro la percezione che un’eccessiva libertà  nell’utilizzo di questi strumenti possa tradursi in eccessive perdite di tempo, con un impatto evidente sulla produttività .

    Per questo motivo, le aziende interpellate si sono dette favorevoli a un tempo di utilizzo moderato e limitato: la maggior parte delle aziende (il 68%) ritengono accettabile un utilizzo non superiore ai 20 minuti al giorno.

    Va detto, tuttavia, che le aziende più piccole appaiono meno tolleranti, infatti solo il 26,3% giudica opportuno un utilizzo oltre i 20 minuti.
    Mentre il 44% delle aziende più grandi considera accettabile superare tale limite.

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    Commenti

    1. Angela dice:

      Consentire ai dipendenti di utilizzare i social network, oltre a creare un ambiente lavorativo più vivibile, diffonde una migliore immagine dell’azienda nel web. Gratis.

    2. Ritengo pure io che acconsentire ai dipendenti l’utilizzo (moderato) dei social network permetta un migliore clima in azienda, con inevitabili conseguenze positive in materia di produttivita’.

    3. Credo personalmente, che l’utilizzo di mezzi di comunicazione e quindi, di diffusione immediata, se utilizzati con un certo criterio, possano assolutamente contribuire a una forma di marketing spontanea sotto forma di “passaparola”. Chiaro è che, qualora gli stessi strumenti veniissero utilizzati solo per puro divertimento peronale da parte dei dipendenti di una azienda, il fine sarebbe poco produttivo. Sono però, comunque, favorevole all’utilizzo di social ma con moderazione. La privazione, da sempre, porta alla trasgressione.

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