• Imprese in crisi: linee guida sugli Aiuti di Stato valide fino al 2012

    Imprese in crisi: linee guida sugli Aiuti di Stato valide fino al 2012Tenuto conto della necessità  di garantire continuità  e certezza del diritto nel trattamento degli aiuti di Stato a favore delle imprese che si trovano in difficoltà  finanziarie, la Commissione ha deciso di estendere la validità  degli orientamenti comunitari attualmente in vigore sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  fino al 9 ottobre 2012.

    Gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  sarebbero scaduti il 9 ottobre 2009.

    Dall´adozione, avvenuta nel 2004, la Commissione ha applicato tali orientamenti in numerosi casi e l´esperienza ha dimostrato che essi forniscono una solida base per il controllo di questo tipo di aiuti di Stato.

    La crisi economica ha creato una situazione economica difficile ed instabile. Non esiste una definizione comunitaria di impresa in difficoltà .

    Tuttavia, la Commissione ritiene che un’impresa sia in difficoltà  quando essa non sia in grado, con le proprie risorse o con le risorse che può ottenere dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere perdite che, in assenza di un intervento esterno delle autorità  pubbliche, la condurrebbero quasi certamente al collasso economico, nel breve o nel medio periodo.

    In particolare, un’impresa, a prescindere dalle sue dimensioni, è in linea di principio considerata in difficoltà  nei seguenti casi:

    • a) nel caso di società  a responsabilità  limitata, qualora abbia perso più della metà  del capitale sociale e la perdita di più di un quarto di tale capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, o
    • b) nel caso di società  in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità  illimitata per i debiti della società , qualora abbia perso più della metà  dei fondi propri, quali indicati nei conti della società , e la perdita di più di un quarto del capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, o
    • c) per tutte le forme di società , qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei loro confronti di una procedura concorsuale per insolvenza.

    Anche qualora non ricorra alcuna di queste condizioni, un’impresa può comunque essere considerata in difficoltà  in particolare quando siano presenti i sintomi caratteristici di un’impresa in difficoltà , quali il livello crescente delle perdite, la diminuzione del fatturato, l’aumento delle scorte, la sovracapacità , la diminuzione del flusso di cassa, l’aumento dell’indebitamento e degli oneri per interessi, nonché la riduzione o l’azzeramento del valore netto delle attività .

    Nei casi più gravi l’impresa potrebbe già  essere insolvente o essere oggetto di procedura concorsuale per insolvenza conformemente al diritto nazionale.

    In quest’ultimo caso gli orientamenti si applicano agli aiuti eventualmente concessi nel quadro di detta procedura allo scopo di garantire la continuità  dell’impresa.

    In ogni caso un’impresa in difficoltà  può beneficiare di aiuti solo previa verifica della sua incapacità  di riprendersi con le proprie forze o con i finanziamenti ottenuti dai suoi proprietari/azionisti o da altre fonti sul mercato.

    Un’impresa di recente costituzione non è ammessa a beneficiare di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, neanche nel caso in cui la sua situazione finanziaria iniziale sia precaria.
    Ciò avviene, ad esempio, quando una nuova impresa emerga dalla liquidazione di un’impresa preesistente, o quando essa rilevi semplicemente gli elementi dell’attivo di un’impresa posta in liquidazione.
    In linea di principio, un’impresa viene considerata di recente costituzione nel corso dei primi 3 anni dall’avvio dell’attività  nel settore interessato.

    Solo dopo tale periodo l’impresa può essere ammessa a beneficiare di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, a condizione che:

    • a) sia un’impresa in difficoltà  nei termini indicati, e
    • b) non faccia parte di un gruppo più grande, se non alle condizioni fissate dagli orientamenti.

    Un’impresa facente parte di un gruppo più grande, o che viene da esso rilevata, non può, in linea di massima, beneficiare di aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, salvo qualora si possa dimostrare che le difficoltà  sono difficoltà  intrinseche all’impresa in questione, che non risultano dalla ripartizione arbitraria dei costi all’interno del gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

    Qualora un’impresa in difficoltà  crei un’affiliata, l’affiliata e l’impresa in difficoltà  sua controllante vengono considerate un gruppo e hanno titolo a ricevere aiuti alle condizioni fissate nel presente punto.

    Gli aiuti per il salvataggio e gli aiuti per la ristrutturazione sono disciplinati dagli stessi orientamenti, perché in entrambi i casi le autorità  pubbliche hanno a che fare con imprese in difficoltà , e il salvataggio e la ristrutturazione, sebbene obbediscano a meccanismi diversi, rappresentano spesso due aspetti di una medesima operazione.

    Gli aiuti per il salvataggio sono, per loro stessa natura, una forma di assistenza temporanea e reversibile.

    Il loro obiettivo principale è quello di consentire di mantenere in attività  un’impresa in difficoltà  per il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione.
    Come principio generale, gli aiuti per il salvataggio consentono di sostenere temporaneamente un’impresa che si trovi a dover affrontare un grave deterioramento della sua situazione finanziaria, che si manifesta in un’acuta crisi di liquidità  o nell’insolvenza tecnica.
    Un tale sostegno temporaneo deve consentire di guadagnare tempo per analizzare le circostanze all’origine delle difficoltà  e per elaborare un piano idoneo a porvi rimedio.
    Inoltre, gli aiuti per il salvataggio devono essere limitati al minimo necessario.
    In altre parole, l’aiuto per il salvataggio offre una breve tregua, non superiore a 6 mesi, alle imprese in difficoltà .

    L’aiuto deve consistere in un sostegno finanziario reversibile, in forma di garanzie sui prestiti o di prestiti ad un tasso di interesse almeno equivalente ai tassi praticati sui prestiti concessi ad imprese sane e, in particolare, ai tassi di riferimento adottati dalla Commissione.
    Le misure strutturali che non richiedono un intervento immediato, quali ad esempio la partecipazione irreversibile e automatica dello Stato nei fondi propri dell’impresa, non possono essere finanziate con aiuti per il salvataggio.

    Una volta che sia stato elaborato e attuato il piano di ristrutturazione o di liquidazione per il quale l’aiuto è stato richiesto, tutti gli aiuti successivi vengono considerati come aiuti per la ristrutturazione.

    Le misure da attuare immediatamente per contenere le perdite, ivi comprese le misure strutturali (ad esempio, il ritiro immediato da settori di attività  in perdita), possono essere adottate tramite aiuti per il salvataggio, conformemente alle condizioni previste per gli aiuti individuali e ai regimi di aiuti.

    Tranne che in caso di ricorso alla procedura semplificata, lo Stato membro deve dimostrare la necessità  dell’attuazione immediata delle misure strutturali.
    Di norma un aiuto per il salvataggio non può essere concesso per la ristrutturazione finanziaria.

    La ristrutturazione, invece, si basa su un piano realizzabile, coerente e di ampia portata, volto a ripristinare la redditività  a lungo termine dell’impresa.

    La ristrutturazione comporta generalmente uno o più dei seguenti elementi:

    • la riorganizzazione e la razionalizzazione delle attività  aziendali su una base di maggiore efficacia, che implica, in genere, l’abbandono delle attività  non più redditizie,
    • la ristrutturazione delle attività  che possono essere riportate a livelli competitivi
    • e, talvolta, la diversificazione verso nuove attività  redditizie.

    Di norma la ristrutturazione industriale deve essere accompagnata da una ristrutturazione finanziaria (apporto di capitali, riduzione dell’indebitamento).
    Tuttavia, la ristrutturazione non può limitarsi solo ad un aiuto finanziario volto a colmare le perdite pregresse, senza intervenire sulle cause di tali perdite.

    Gli orientamenti si applicano alle imprese operanti in tutti i settori d’attività , esclusi i settori del carbone o dell’acciaio, fatte salve norme settoriali specifiche relative alle imprese in difficoltà  nel settore interessato.
    Gli orientamenti sono invece applicabili al settore della pesca e dell’acquacoltura, nel rispetto delle disposizioni specifiche fissate nelle linee direttrici per l’esame degli aiuti nazionali nel settore.
    Una sezione apposita è dedicata alle disposizioni relative all’agricoltura.

    Tags:

    Se vuoi aggiornamenti su Imprese in crisi: linee guida sugli Aiuti di Stato valide fino al 2012 inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:


    Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

    Si No

    Acconsento al trattamento dei dati personali di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy

    Si No

    Commenti

    1. lorenzo dice:

      Tutto molto interessante ed utile, ma un impresa che ha necessità  di usufruire questa forma di aiuti a chi si deve rivolgere e con quali tempistiche ed esito si può beneficiare?
      grazie

    2. stefano dice:

      a chi cisi deve rivolgere per avere chiarimenti e a chi bisogna inoltrare la domanda?

    3. andrea dice:

      Visto che gli strumenti a disposizione ci sono aiutateci a capire come e a chi dobbiamo rivolgerci
      grazie

    4. sara dice:

      mi associo, a chi dobbiamo rivolgerci?

    5. Cristina dice:

      … stessa cosa, come si fà  ad accedere a questi aiuti di Stato?
      Grazie.
      Cristina.

    6. enzopad dice:

      e per le imprese di nuova costituzione che si sono trovati la crisi direttamente nei denti nonc’è nulla?

    7. mimmo dice:

      dove si possono trovare o contattare le persone che possano rispondere in modo diretto ed in tempo breve , per risolvere i nostri problemi momentanei per risalire la china sempre se esiste una soluzione sono ad un passo oltre che dal crollo dell’attivita’ ma sopratutto da quello fisico e mentale rispondetemi anche se in negativo con urgenza grazie mimmo -aosta-

    8. Ilaria dice:

      Anche io pongo la stessa domanda, a chi dobbiamo ricolgerci per usufruire degli aiuti di stato? quali documenti necessitano?Una volta richiesto l’aiuto, che tempistiche ci sono per avere un esito?
      Grazie mille e speriamo bene!!!

    9. andrea dice:

      Le piccole imprese sono la struttura portante di questo paese,tutti i giorni ne scompare una.Il mio appello credo che sia quello di tutti,mettete fine a questo flagello,chiediamo aiuto semplice e chiaro.Vi dovete sentire in obbligo di esporre indirizzi, numeri telefonici e tutto quello che puo’ servire a ridare fiducia a questo paese.

      grazie andrea

    10. Alberto dice:

      Giustamente come sopra chi bisogna contattare?

    11. soraya dice:

      io dico lo stesso a chi dobbiamo rivolgerci???????? grzie

    12. salvatore martino dice:

      ….DECIDETE DI INDICARE INDIRIZZI E PERSONE!!!!!

    13. Alessandra Gualtieri dice:

      Le informazioni per accedere al Fondo di salvataggio per le imprese in difficoltà  (Aiuti di Stato) sono reperibili sul sito di INVITALIA (con tutte le indicazioni su invio domanda, destinatari, ecc.) : http://www.invitalia.it/on-line/ita/Home/Competitivitadelleimprese/Fondoimpreseindifficolta.html

    14. enzopad dice:

      grazie mille Alessandra. Purtroppo si parla di medie imprese con un’attività  superiore ai tre anni e con un numero di dipendenti non inferiore alle 50 unità .
      Grazie comunque davvero Alessandra. 6 stata molto gentile.

    15. Francesco dice:

      Volevo sapere, in ordine alla ristrutturazione di una PMI, se in relazione alla localizzazione regionale delle varie sedi ed unità  produttive, vi erano differenze per l’eventuale possibile erogazione dei fondi
      Grazie

    16. Michele dice:

      aiutateci a capire chi sono gli interlocutori da contattare…..stiamo morendo giorno dopo giorno senza nessuna possibilità  di salvataggio..

    17. antonio dice:

      sono in gravi difficolta ho un azienda a conduzione familiare non so piu se andare avanti oppure crollare vorrei un aiuto

    18. carolina dice:

      Ho un’impresa con 7 dipendente e siamo in difficoltà 
      cosa posso fare per non chiuderla
      Grazie

    19. Francesca dice:

      Forse dobbiamo andare in Camera di Commercio o chiedere consulenza a qualche associzione di categoria? Nessuno risponde? Anche io avrei urgenza

    20. non capisco come bisogna muoversi per avere questi aiuti

    21. stefania dice:

      vorremmo sapere a chi chiedere in calabria prima che sia troppo tardi visto che siamo un azienda che è da quattro anni che non riesce ad avere risposte ma soltanto fregatura e spese di denaro senza ricevere risposte se qualcuno si degnasse di dare chiarimenti inizieremo di nuovo a produrre che è la cosa che ci sta più a cuore a me e alle famiglie dei braccianti che operano in azienda …..ancora x poco se continua così

    22. fabrizio dice:

      ho un’azienda in difficolta economica, risolverei tutto con un piccolo prestito, ma nessuna banca o istituto di credito è disposto a cedermelo.ho già  un piano di recupero ma senza un finanziamento andiamo incontro alla chiusura e coinvolgerebbe quattro famiglie.Come potrei fare?

    23. franco dice:

      sono una attivita’ gioielleria da 25 anni sempre lavorato,ma per via di errori di consulenti, per via di ex socia in malafede, mi sono fidato di persone sbagliate, mi trovo in difficolta’, ho bisogno di un aiuto finanziario per riportare il negozio nella posizione che le compete, come devo fare? da chi mi devo rivolgere? e’ possibile che quando si cerca aiuto tutte le porte si chiudono?

    24. daniela dice:

      è così difficile detassare gli utili reinvestiti per aquisto di nuovi macchinari?

    25. giuseppina dice:

      buonasera, sono una commerciante, mi trovo in difficoltà  economica per la mia attività , mi servirebbe un aiuto di circa 40.000 euro per rilanciare il mio negozio, a chi mi devo rivolgere?

    26. MIMI dice:

      MA POSSIBILE CHE IN QUESTO PAESE SI SALVANO ANCORA LE BANCHE? VERGOGNA

    27. Max dice:

      E’ inutile mettere questi articoli se poi non ci sono riferimenti con indirizzi e\o numeri di telefono da contattare per avere una consulenza circa un contributo per un impresa in difficoltà . Tipiche facciate ingannevoli all’italiana. Scrivono di contributi alle imprese, …contributi che non ci daranno mai. Presa in giro.

    28. rossi dice:

      Sono una commerciante mi trovo in difficoltà  economica avrei bisogno di aiuto a chi mi devo rivolgere? Sono a Milano.

    29. emanuele dice:

      ho una societa cooperarativa familiare avrei bisogno di sapere dove rivolgermi per avere aiuti statali prima che 5 familglie rimangono senza lavoro

    30. Giuseppina dice:

      la mia attività  commerciale si trova in difficoltà  economica, sono stata in Banca per un prestito ma non me lo concedono, come posso fare per usufruire degli aiuti di stato , da chi bisogna rivolgersi?.

    31. pietro dice:

      la mia impresa edile si trova in difficolta non si trova lavoro troppa concorrenza sleale sono al punto di licenziare i dipendenti co me posso fare per trovare un lavoro dignitoso, io chiedo solo di poter lavorare?

    32. francesco dice:

      sono senza lavoro, e non so a chi rivolgermi per salvare la mia piccola impresa, cortesemente fateci salvare cio di bello che abbiamo creato!

    Commenta

    Your email address will not be published. Required fields are marked *