• Banche italiane insicure? Anonymous e LulzSec lanciano l'allarme

    Banche online insicure

    Non sarà un assalto con pistole fumanti e spericolate fughe in groppa ai cavalli come avveniva nel vecchio west, ma l’assalto alla banca (ovviamente virtuale) messo in atto dalle due bande di Anonymous e LulzSec in collaborazione ha gli stessi potenziali effetti di una rapina in piena regola, anche se i fini, come specificato dagli autori dell’impresa, sono assolutamente nobili e hanno l’obiettivo di mettere in evidenza agli occhi dei clienti la vulnerabilità di cui i siti dei vari istituto di credito italiani sono afflitti.

    L’idea, definita dai due gruppi “#OpBancheAlSicuro“, ha preso il via prendendo di mira il sito di una banca a caso, scelta per mezzo di una ricerca su Google, e provando a forzare l’accesso aggirando le misure di sicurezza presenti sul sito fino a riuscire a prelevare le informazioni relative ai clienti archiviate nei server. I dati, le credenziali di accesso a un account rubate durante l’attacco, sono stati poi pubblicati parzialmente sul Web a dimostrazione della facilità con cui dei criminali informatici potrebbero accedere ai conti online di milioni di utenti con conseguenze che è ovviamente facile prevedere.

    In un comunicato pubblicato sul sito PasteBin, i due gruppi hanno spiegato l’estrema facilità con cui l’attacco è andato a buon fine:

    In soli 15 minuti di attività di ricerca su una banca presa a “casaccio” con una ricerca su Google siamo entrati in possesso del portale della stessa. Come è possibile? Di chi è la colpa? La colpa è di noi cittadini: stiamo offrendo i nostri beni e il nostro denaro a delle società incompetenti. Non è possibile che una banca e ripeto una banca sia “penetrabile” in 15 minuti.

    Oltre alle precisazioni riguarda la natura dell’attacco, per il quale gli hacker hanno assicurato di non aver rubato i dati sensibili dei clienti, la notizia apre sicuramente a qualche riflessione e ad alcune polemiche, perché la situazione della sicurezza online di tutte o di alcune banche del nostro paese appare a questo punto decisamente scarsa, mettendo a rischio così il denaro versato nei conti degli utenti. Che sia meglio tornare al vecchio metodo del materasso?

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    Commenti

    1. Ratamusa dice:

      Niente materasso, licenziare i responsabili informatici, di rete e quelli della sicurezza IT. Troppo incompetenti,troppo attenti alla loro posizione nella gerarchia e troppo poco alla sicurezza aziendale.
      Il secondo passo è cambiare sistema operativo (se è il caso, naturalmente) e usarne uno con meno falle.
      Se poi si riesce a reperire qualcuno che sa costruire e mantenere un sistema di sicurezza degno di tale nome, meglio….

    2. Jeppe dice:

      Symantec: il costo del cybercrimine

      Il cybercrimine ha avuto un costo complessivo di 388 miliardi di dollari nel 2010 e ha colpito 431 milioni di persone nel mondo.e chi credete abbia avuto il maggior danno il piccolo risparmiatore naturalmente,e le banche come rimborsano il furtoììì(se lo rimborsano)perche come fai a dimostrare che il prelievo non lo hai fatto tuìììdevi sicuramente prenderti l’amico del ladro(ovvero un avvocato)quindi altre spese.

      non centra un cavolo un altro sistema operativo i server sono quasi tutti linux,sony solo nel 2011 ha gia subito 9 attacchi 3 ad aprile, 3 a maggio,3 a giugno ,con furto di milioni di dati,sara per questo che spingono ad usare le carte di credito,i ladri non devono manco uscire di casa,pensate il risparmio, no carcere ,no processo,no cattura ,no sparatorie,in piu prelevano direttamente a noi e i costi non pesano sulle tasche dei ministri, una ditta americana per proteggere i suoi dati a dovuto assumere un haker aahhh aahhh,un ladro che aiuta i ladri a non farsi derubare,ma continuiamo a mettere dati sensibili su facebbook che ne a gia persi milioni tra cui numeri di conti e carte di credito,
      che dire poi del progetto di aereo militare segreto di cui sono stati trafugati i datiììquelli, di sicuro non hanno un’antivirus free come noi,oggi poi le aziende per risparmiare vanno addirittura a mettere i dati su di un sito ,quindi non deve aggiornare il software e i dati sono conservati sul sito del fornitore che magari e in america, vai a lamentarti poi, e se perdi i dati cosa fai vai a in america, gli hanno dato il nome giusto nuvola(cloud) e chi andrebbe a depositare dati segreti e privati sulle nuvoleììpoi i virus se non ci sono basta metterli altrimenti gli antivirus a chi li venderebbero,,,,o noìììì

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