
Si chiama EPMF(European Progress Microfinance Facility) ed è un nuovo strumento di finanziamento che l’Unione Europea sta predisponendo per facilitare l’accesso al credito da parte delle Pmi e, in particolar modo, delle cosiddette “micro-imprese“, che per le loro ristrette dimensioni e la contenuta capitalizzazione, hanno spesso delle enormi difficoltà nel poter reperire adeguate risorse finanziarie.
Questo nuovo strumento di “micro-finanziamento” è rivolto soprattutto a coloro che hanno perso il lavoro e cercano di ricollocarsi sul mercato avviando una nuova attività imprenditoriale di piccole dimensioni, o ancora alle micro-aziende già attive, con meno di 10 dipendenti.
Con i presupposti di cui sopra, appare piuttosto palese come l’intervento comunitario possa rivolgersi a un ampissimo parco di potenziale utenza. Oltre 9 imprese su 10, infatti, rientrano nei limiti quantitativi occupazionali previsti per la sopra ricordata definizione di “micro-impresa”; ancora, 99 nuove attività su 100 vengono lanciate sul mercato con un numero di dipendenti inferiore ai 10; infine, circa un terzo delle nuove micro-imprese sono guidate da ex disoccupati che, come già ribadito, cercano di rilanciare la propria professionalità attraverso una nuova impresa.
Stando a quanto reso noto, l’intervento dell’EPMF dovrebbe per ora concretizzarsi in un supporto di 100 milioni di euro, utili per permettere l’erogazione di finanziamenti per un totale di circa mezzo miliardo di euro, grazie alla cooperazione con la BEI (Banca Europea degli Investimenti) e il FEI (Fondo Europeo degli Investimenti).
Secondo i primi calcoli, in otto anni il plafond potrebbe essere sufficiente per garantire l’erogazione di circa 45mila prestiti a tassi di interesse agevolati, in virtù della presenza del Fondo Sociale Europeo a garanzia di un credito reperibile in maniera più semplice.
L’importo unitario dei finanziamenti destinati alle micro-imprese è invece pari a 25mila euro, per ottenere i quali sarà necessario rivolgersi agli intermediari autorizzati (per lo più banche) il cui elenco è visualizzabile nel sito ufficiale del Fondo Europeo degli Investimenti.

Commenti
Fino a quando gli intermediari di riferimento saranno le banche queste misure non potranno avere nessuna efficacia.
Si è gia visto con il fondo di garanzia di mediocredito.
Essa è considerata carta straccia dalle banche.
Chiedete a qualsiasi direttore di filiale se non è vero.
Le banche semplicemente NON vogliono erogare credito alle microimprese.
Giuseppe -
Blog MercatiEsteri / BusinessRadar.it
di Giuseppe Vargiu - 07 Luglio 2010 alle ore 10:26
Sono d’accordo con Giuseppe, non solo, il governo continua a mitraliare con questi aiuti, ma chiedo che vengano dati i numeri e a quali tipi di attività sono stati erogati i suddetti finanziamenti.
Il ns. settore è l’autotrasporto di cose per c/terzi, il lavoro sta aumentando, ma manca quella liquidità che le banche ci hanno tolto l’anno passato e non intendono ridarci.
Chiedo che si vigili su questo, perchè comunque gli aiuti sono dati solo alle grandi SPA quotate in BORSA.
Saluti.
Alessandra
di Alessandra - 05 Agosto 2010 alle ore 13:51
Vero, le banche vogliono garanzie. Se uno richiede un finanziamento siuramente non ha garanzie sufficienti. Quindi che senso ha tale legge se poi ci scartano ???
salve
di giuseppe - 16 Agosto 2010 alle ore 23:20
Come sempre ci danno gli strumenti ma non i mezzi ma avete mai visto una banca che finanzia senza garanzie?????? perchè continuano a prenderci in giro o meglio a prendere in giro le aziende che hanno bisogno del credito per affrontare i problemi di espansione e crescita????????
di Daniela - 31 Agosto 2010 alle ore 15:37
perdita di tempo e parole…
è un continuo bla bla bla!!!
non vi illudete.. ora le banche non aiutano nemmeno se hai garanzie!!!!!
di giulia - 27 Settembre 2010 alle ore 21:37
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