• Mancato versamento IVA causa crisi: nessun reato

    SentenzaNon versare le imposte a causa della crisi non costituisce reato, anche se si parla di 180.000 euro di IVA non versata: a chi dubita della sobrietà  di chi scrive, i fatti confermano quanto detto. E’ accaduto ad un imprenditore di un´azienda in fase di fallimento, assolto dal giudice dell´udienza preliminare. Alla base di tutto sta la difficoltà  economica mista ad una efferata crisi di liquidità . Ragion per cui può anche essere condonata la rilevanza penale degli illeciti fiscali.

    La soglia penale per l´omesso versamento Iva è di 50.000 euro ma il Gup di Milano ha assolto un imprenditore accusato di avere evaso l´Iva per 180.000 euro. E questo perché l´imputato non aveva versato l´imposta a causa della difficile situazione economica dell´impresa. A questo punto siamo autorizzati a sostenere che non costituisce reato il mancato versamento delle imposte a causa della crisi. Attenzione, però, perché la sentenza necessita di una attenta analisi. L´imprenditore ha, infatti, dimostrato di non avere la volontà  di evadere, avvertendo l´Agenzia delle Entrate dell´importo dovuto. Il Gup di Milano ha così assolto l´imprenditore perché, pur essendo inadempiente, mancava l´elemento soggettivo del reato ossia la volontà  di omettere il versamento e, pertanto, la sua condotta non aveva alcuna rilevanza penale. Quella del Gup di Milano è soltanto l´ultima di una serie di sentenze orientate ad adottare un comportamento più tollerante di fronte alle aziende alle prese con la congiuntura economica sfavorevole. Una recente sentenza della Cassazione a Sezione Unite, la numero 37424 nello specifico, aveva già  escluso la punibilità  penale in presenza di prove evidenti di difficoltà  economiche in cui versava l´azienda.

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    Commenti

    1. Ennio Tocco dice:

      Purtroppo sono d’accordo con la decisione del Gup di Milano: lo sono in quanto la sua sentenza determina responsabilmente e umanamente lo stato di estrema necessità  di sopravvivenza del soggetto ricorrente.Questi ha avuto la fortuna di essere stato oggetto di rilevante considerazione da parte di un Magistrato molto ragionevole. 10+ !

    2. ANNALISA GAZZARA dice:

      Sono d’ accordo con Ennio Tocco
      certamente molto fortunato il contribuente a trovarsi da parte di un Magistrato molto molto attento e ragionevole.

    3. pavesi eugenio dice:

      una familia +danni alluvione 1978 riconosciuti con decreto tar e finanziamento con garanzia dello stato italiano mai avuti con tassi a suo tempo del 25% +un testamento a favore di coloro -eredi che portano avanti l’azienda +crisi fallimenti di clienti (clienti della ns. banca…) finanziamento possibile a suo tempo per ricapitalizzare l’azienda impossibile x mancato assenso di tutti gli eredi – bene un giudice molto perspicace e voglioso di creare giustizia fa fallire l’azienda perchè non può (a richiesta dell’avvocato della ditta per giunta -insomma della stessa cricca di delinquenti legali mantenuti a ns. spese) estinguere il debito verso l’agenzia dell’entrate pari ed inferiore alle perdite su crediti e alla notevole perdita di quasi quarant’anni fà + perdite che come richiesto dalla legge che elegge certi giudici esige la copertura entro l’anno successivo pena la chiusura dell’azienda.
      non parole ma ben tante cose da voler fare……
      poi ogni tanto sentiamo e leggiamo di questi GIUDICI
      a mio avviso GIUDICI DI LEGGE che valutano la situazione senza tanti para occhi di comodo….
      a un’altra cosa gli immobili della azienda essendo in asse ereditario vengono messi in vendita per pagare le spese dei legali +un pò come l’equitalia messa a recupero con costi e spese – agi -interessi – tando chi paga ….. quando ci sono PAGATI uffici legali -uffici recupero crediti – associazioni -unioni- delegazioni – studi commercialisti
      no serve una bella clessidra che possa far passare le pendenze nell’altra metà  – solo che il punto centrale (equitalia) – è più largo delle basi – insomma sempre all’italiana.
      ieri sera o avuto conferma cos’è stata la cassa integrazione in italia – un bene fondi per gli industriali politici – agnelli – in prima fila visto che la fiat è la più grande delle ns. aziende (o DIO delle loro) bene trent’anni fa quando si parlare nel gruppo dei giovani industriali di queste deficienze venivo visto come un estraneo e un disordinato fuori dalla logica bene ora vediamo cosa siamo arrivati ad essere cioè cosa sono arrivati a fare.
      saluti – vado perchè non finirei più di scrivere sul polo negativo di un paese che la pensa positivamente ma ……. sono negativi.
      saluti a tutti (che vadano tutti veramente a casa)
      un buon governatore con un chiodo fisso (semplicità + legalità + coerenza +onesta + rispetto + …)farebbe rivalutare il ns. PIL (perchè noi ITALIANI ) se ben guidati siamo i migliori nel creare nel lavorare e nell’ubbidire.

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