• Autofatturazione: quando farla e quando conviene

    Autofatturazione: quando farla e quando convieneIl primo periodo dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, prevede la possibilità  che la fattura relativa ad una certa operazione possa essere messa direttamente dal cessionario o committente a un soggetto terzo che provvederà  all’invio della stessa al cessionario o committente.

    Nel caso in cui il cliente o il soggetto terzo sia residente in un paese con il quale non esiste alcuno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza, l´emissione della fattura è consentita solamente a fronte di una preventiva comunicazione all´amministrazione Finanziaria, congiuntamente al fatto che il soggetto passivo nazionale abbia iniziato l´attività  da almeno cinque anni.

    In tale ipotesi si sostanzia la presenza di un mandato a fatturare, tramite il quale il soggetto obbligato si accorda preventivamente con il proprio cliente o il terzo, delegando al medesimo l´emissione della fattura in proprio nome e conto.

    Caso probabilmente più diffuso di autofatturazione è quello derivante dall´applicazione dell´art. 17, secondo comma del D.P.R. n. 633/1972, secondo il quale «gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato … sono adempiuti dai cessionari o committenti».

    L´ultima ipotesi di autofatturazione che si propone è sicuramente meno conosciuta in quanto concerne l´autoconsumo di beni e servizi per fini estranei all´attività  dell´impresao della professione.

    L´art. 2, quinto comma del D.P.R. n. 633/1972 assimila, infatti, alle cessioni di beni la destinazione di beni all´uso o al consumo personale o familiare dell´imprenditore o di coloro i quali esercitano un´arte o una professione o ad altre finalità  estranee all´esercizio dell´impresa.

    A tal fine l´imprenditore o il professionista è tenuto ad emettere un´autofattura in unico esemplare da registrare nel registro delle vendite.

    Data la peculiarità  di tale cessione, che non prevede la corresponsione di un corrispettivo, la base imponibile da considerare ai fini dell´applicazione dell´Imposta sul Valore Aggiunto è il valore normale dei beni o servizi stessi autoconsumati.

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