• Spam, prevenire è meglio che filtrare

    La tradizionale immagine per identificare lo spamSe non tutti sanno che il termine “SPAM” deriva da uno sketch dei comici Monty Python, che prendevano in giro la carne in scatola Spam per l’ossessiva pubblicità  proposta, invece, chiunque abbia una casella e-mail, sa bene di cosa si tratta.

    Ormai pare che il 75% delle E-Mail in circolazione su Internet sia composta da pubblicità  indesiderata e messaggi potenzialmente fonte di guai per sé e il proprio Pc.

    Per alcuni Provider è stato fondamentale, per combattere lo Spam, disattivare la funzionalità  di open relay SMTP di molti Mail Server, costringendo tutti gli utenti ad autenticarsi prima di spedire, ma il problema – vista la struttura caotica ed incontrollabile di Internet – in realtà  non ha nessuna soluzione definitiva.

    Gli spammer di solito spediscono infatti la posta fantasma da domini esteri sempre nuovi e quindi non gestibili direttamente dai nostri provider né legalmente perseguibili.

    Di fatto, nel momento in cui il nostro indirizzo E-Mail finisce nel mirino, siamo spacciati! Rimangono solo i filtri antispam ad arginare il problema:

    • Filtro all’origine di IP e DNS di server noti per essere fonte di spam od openproxy
    • Filtro sui contenuti tramite metodologia statistica bayesiana
    • Whitelist piuttosto che blacklist
    • Database impronte digitali (come per gli antivirus)
    • Analisi lessicale basata su reti neurali
    • Euristica
    • Logica boleana

    Peccato però che le tecnologie antispam vadano di pari passo con i nuovi metodi per eluderle; si assiste alla continua lotta tra programmatori che spiccano per la creatività  delle soluzioni di hacking o difesa. Risultato: spam sempre nuovo e non riconosciuto come tale (l’ultimo ad es. è lo spam a 3D).

    Ma allora quali sono consigli per combatterlo al meglio senza perdere tempo nella configurazione e controllo dei filtri?

    Solo la prevenzione è veramente efficace. È quindi fondamentale tutelare al massimo il proprio indirizzo E-Mail quasi come se fosse il numero di carta di credito:

    • Gestire con attenzione le mailing list create o di cui si fa parte
    • Non usare CC “copia conoscenza”, ma CCN “copia carbone nascosta”
    • Nei forum o newsgroup, non indicare il proprio indirizzo e-mail
    • Non rispondere MAI allo spam o alla richiesta di dati personali
    • Mettere l’indirizzo in una pagina Web solo sotto forma di immagine grafica
    • Dare l’indirizzo soltanto quando necessario e solo a persone fidate
    • Non immettere l’indirizzo mail nel browser
    • Non dare l’indirizzo a siti ambigui che lo chiedono senza ragioni particolari, piuttosto create un indirizzo secondario da usare a rischio di spam
    • Usare un nome utente lungo almeno dieci caratteri e magari non troppo comune
    • Configurare i programmi di posta per NON visualizzare automaticamente la grafica

    Putroppo però, se siete già  colpiti dallo spam in maniera massiccia nonostante la prevenzione (magari perché lo spammer ha “indovinato” il vostro indirizzo) e se la situazione fosse ormai ingestibile anche dai filtri, c’è una sola azione da fare. Un’azione drastica: cambiare indirizzo.

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    Commenti

    1. Andrea dice:

      Suggerirei anche, come fa correttamente pmi.it, di inserire il campo per il codice antispam nella pagina dei contatti, e in genere di non pubblicare mai sul sito le email, nemmeno sotto forma di immagine. Questo anche per “stimolare” ad un contatto tramite form.

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