• Intel, una via hardware alla sicurezza informatica

    Intel e sicurezza hardware

    Al giorno d’oggi, la sicurezza dei nostri sistemi informatici dipende moltissimo dalla velocità con cui i produttori di software riescono a “coprire” i bug una volta scoperti. E in questo senso potrebbe offrire una risposta Intel che, dopo l‘acquisto di McAfee, è entrata alla grande nel mondo dei sistemi di sicurezza informatica. Non solo: pare infatti che sotto traccia stesse già lavorando in questa direzione e che il frutto di questo lavoro sia in dirittura d’arrivo.
    Justin Rattner, dirigente del settore sviluppo dell’azienda, ha, infatti, recentemente dichiarato che i ricercatori sono a buon punto con lo sviluppo di tecnologie di sicurezza fondate su sistemi hardware.

    Ad oggi, gli attacchi peggiori sono i cosiddetti 0-day, quelli che avvengono il giorno stesso in cui un bug viene scoperto, quando cioè i cracker hanno il campo libero, visto la totale assenza di patch. La promessa di Intel è quella di proteggere gli utenti anche da questo tipo di attacchi.

    “Abbiamo trovato un nuovo approccio che ferma gli attacchi più virulenti. Fermerà persino gli scenari 0-day. Anche se non ci accorgeremo del bug potremo farlo fuori”.

    Rattner è stato piuttosto avaro di dettagli tenici. Ad ogni modo, Intel si prepara a staccare AMD non più solo sul piano della velocità delle CPU, ma anche sul fronte sicurezza, potendo garantire un sistema di sicurezza in grado di integrare questa novità hardware con l’ottimo MacAfee: il futuro sembra, infatti, essere questo doppio livello di sicurezza.

    Eppure, ci sentiamo di dire che alla concorrenza basterebbe sostenere e privilegiare più il mondo del free software e di GNU/Linux per assicurare ai propri utenti un livello di sicurezza tutt’ora mai visto su Windows. In fondo, non è detto che la via per un’informatica sicura passi per antivirus e sistemi hardware pesantemente orientati verso il mondo “closed”.

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    Commenti

    1. MasterPJ dice:

      Ecco, l’autore di questo articolo si che ha idea di quello che dice.
      Intanto sottolinea come un colosso come Intel parli di sicurezza, quando ha legami strettisimi con una casa come Microsoft.
      E, cigliegina sulla torta, scrive cracker anziché hacker: sottigliezza lessicale, ma sostanzialmente su due mondi diversi.

      Bravo, apprezzo :D

    2. druido77 dice:

      La sicurezza inizia con il man-behind-the-keyboard e non si può imporre con meccanismi hardware senza NEGARE la libertà dell’utente.

      @MasterPJ
      cracker mi sembra usato a modo. Hacker in quella frase proprio non ci sta… in effetti un hacker non userebbe un bug 0-day per danneggiare i sistemi informatici altrui x trarne guadagno, un cracker si ;-)

    3. iTunex dice:

      La sicurezza informatica ci sarà solo quando non ci sarà più Linux

    4. Piero dice:

      E’ impossibile opporsi ad un attacco di tipo 0-day semplicemente perchè non si conosce la vulnerabilità che sfrutta. E se non conosci la vulnerabilità che sfrutta non puoi arrestare l’attacco.

    5. MasterPJ dice:

      @Druido:
      infatti sottolineavo la correttezza del termine cracker in questo contesto, quando il 99% dei quotidiani parlano di hacker senza sapere che stanno sbagliando.

      @iTunex
      Il tuo post e il tuo nick soprattutto la dicono lunga sulla tua preparazione….

    6. abba dice:

      @iTunex
      Allora dobbiamo abolire anche Internet. No perchè il 70% dei computer server gira su RedHat o altre distro linux. Per non parlare dei protocolli liberi impiegati.

      Già che ci siamo diciamo addio al CERN e all’accelleratore di particelle di Ginevra, su cui gira Scientific Linux, come su migliaia di altri progetti scientifici che risparmiano sulle licenze. Oppure i tanti altri impieghi: pensa alla Digital Domain, l’azienda di Cameron che ha creato gli effetti speciali di Avatar: tra i requisiti per essere assunti spesso c’è la competenza con Linux (a livello desktop), senza contare i server con ubuntu server che hanno renderizzato le scene :)

      Immagino il tuo commento si riferisse al fatto che molti hacker usano un’ambiente neutro come Linux per creare virus per altre piattaforme, ma questo non è colpa sua, sarebbe come costringere con la forze gli utentiad abbandonare windows perchè attaccabile dal 99% dei malware. Paradossale.

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