• Sacchetti di plastica al bando: business e costi delle buste biodegradabili

    Sacchetti di plastica al bando: business e costi delle buste biodegradabiliTra le novità  2011 spicca l’addio al sacchetto di plastica – in ottemperanza al nuovo obbligo previsto dalla Finanziaria 2007 e in vigore dall’1 gennaio 2011 – d’ora in poi sostituito dalle borse riutilizzabili o dai sacchetti in plastica biodegradabile.

    Per i consumatori e gli esercenti italiani vuol dire costi maggiorati per i sacchetti bio: chi non si presenta “attrezzato” di shopping bag nei negozi, infatti, si trova ora a pagare i sacchetti ecologici a prezzo più che raddoppiato – in alcuni esercizi si arriva anche fino a 20 centesimi di euro – rispetto a quello del corrispettivo inquinante (spesso offerto anche in forma gratuita). Chi ci guadagna?

    La colpa non può essere imputata solo agli esercenti, che a loro volta si trovano a pagare un prezzo maggiorato per dotarsi di sacchetti biologici da distribuire. Perchè? Perchè lo Stato non ha previsto incentivi in grado di alleggerire il peso del nuovo acquisto ai negozianti e di conseguenza anche ai consumatori. Chi produce sacchetti biodegradabili almeno ringrazia.

    Ciò non toglie che il malcontento dilaga tra i più, clienti e commercianti. L’unica alternativa per questi ultimi sarebbe camuffare il prezzo degli shoppers ecologici ritoccando quello dei prodotti in vendita, anche se questa non ci sembra propriamente una soluzione accettabile!! Governo, cosa ne pensi?

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    Commenti

    1. perchè dovrebbe esserci un incentivo? da anni si conoscono i danni che i sacchetti di plastica non biodegradabili portano all’ambiente.

      secondo l´UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l´ambiente) i sacchetti di plastica ogni anno uccidono 100mila mammiferi marini, oltre a danneggiare l´agricoltura e la pesca.
      Per produrli occorrono grandi quantità  di petrolio e possono rimanere nell´ambiente da 15 a 1000 anni prima di essere smaltiti del tutto, distrutti dai raggi ultravioletti e dal calore.

      Tutti gli esseri umani hanno il dovere di impegnarsi per riportare questo pianeta a livelli di vivibilità  compatibili all’esistenza di tutte le specie. Viviamo sommersi nella spazzatura, respiriamo veleni e continuiamo ad inquinare.

      Pesa così tanto portarsi dietro una sportina di tela? abbiamo bisogno degli incentivi?

    2. Eleonora Maffei dice:

      Bhè ma non sempre si esce di casa apposta per fare la spesa. Beata lei se ha il tempo di farlo. Spesso si esce e poi magari si trova un buco per fare la spesa e può capitare di non essere “attrezzati”. Oppure capita di comprare solo un paio di cose e la borsa da portarsi dietro è veramente troppo ingombrante. O di comprare qualcosa qui qualcosa li, che si fa? Ci si porta dietro mille sportine? O si svuota ogni volta il contenuto in macchina? Nessun negoziante sarà  mai disponibile a farsi lui carico della spesa. A questo punto meglio che siano a pagamento, se l’alternativa è nascondere il prezzo nei prodotti (alle spese anche di chi invece si dota di sportina). Sembra una stupidagine ma a fine mese anche questa cosa pesa. Con tutti soldi che lo Stato si prende le farebbe tanto schifo se concedessero degli incentivi per una giusta causa? Non capisco…

    3. MarcoEs dice:

      Io sono totalmente contrario ai sacchetti biodegradabili prodotti con amido di mais, perchè si sfruttano risorse naturali il mais, cibo per l´esistenza, per produrre un bene superfluo, è assurdo come i nostri governi possano far si che ciò sia legale, ed in più aggiungo…voi credete che nei sacchetti in materiale biodegradabile (in amido di mais) al suo interno non contegano dei polimeri additivati?? e certo che li contengono…se no non avrebbero neanche un minimo di resistenza. Mi riservo ad ogni modo il diritto di non conoscere il vero contenuto di quei sacchetti visto che non è nota da nessuna parte la loro formulazione. A mio parere è solo politica…ed è assurda.
      Ora vi racconto un episodio:
      Sono stato in un noto negozio che vende articoli per lo sport Decathlon, mi sono accorto di essermi dimenticato il mio sacchetto per la spesa ed ecco che mi propongono un sacchetto biodegradabile: leggo che esso è prodotto in materbi lo prendo infilo dentro i miei acquisti con la paura che si potesse rompere, ma dopo tutto ha resistito, se non fino a quando sono arrivato a casa, una delle due “maniglie” ha dato segno di cedimento, alla fine l´ho pagato 15centesimi e li ho buttati nel cestino, perchè veramente era maleodorante! Non ho potuto neanche utilizzarlo per la raccolta differenziata dell´umido visto che qui a Milano, almeno nella mia zona, l´umido non viene raccolto, quindi ho buttato 15 centesimi nel cestino!!!! in più ho sottratto cibo al mondo!!! mi sono sentito veramente male!
      La mia opinione in tutto ciò è SI! alle buste di carta, SI! e quelle di tela,si a quelle prodotte con l´additivo ECM un ottima alternativa che può essere discutibile, nel senso che se proprio non si può fare a meno di utilizzare un sacchetto di plastica ben venga la possibilità  di usarne uno biodegradabile (ma non prodotto con amido di mais) che si biodegradi in un tempo che va da i 2 ai 5 anni come dice l´azienda è sicuramente un tempo ragionevole in confronto a quello reale ovvero centinaia di anni!! Per me L´ECM è una vera scelta per l´ambiente, pure se prediligo le buste in polipropilene riutilizzabile come ad esempio quelle della FNAC molto capienti,credo che anche quelle siano prodotte con L´ECM quindi sono anche biodegradabili. Sono totalmente contrario ai sacchetti prodotti con amido di mais , grano , patata e qualunque altro tipo di risorsa naturale che possa servire a sfamare il mondo in via diretta o indiretta e tutto per un bene accessorio!!! Io voterei per la messa al bando di quel tipo di sacchetto.

    4. Martina dice:

      Mia esperienza:
      Gs-Carrefour sacchetto biodegradabile 10 centesimi;
      Emme più-Todis-Pam sacchetto biodegradabile gratuito (anche nelle farmacie);
      Lidl nessun tipo di sacchetto, o ce lo hai o ti compri la busta marcata Lidl riutilizzabile da 0.99 centesimi oppure la borsa di stoffa da 2.99 euro;
      Piccoli esercizi buste gratuite (anche se in molti casi non mi sono per nulla sembrate biodegradabili!).
      Bilancio tutto sommato positivo (per i prezzi, la qualità  è pessima, si rompono con un nonnulla, la decomposizione inizia già  al momento in cui si infilano i prodotti all’interno!). Io comunque ho sempre in macchina la sportina, proprio per le spese impreviste.

    5. Miriam dice:

      E poi compriamo le buste di plastica per gettare l’immondizia perchè le buste biodegradabili si disintegrano prima di arrivare in macchina

    6. Mimmo dice:

      Sarebbe opportuno richiedere buste senza la pubblicità  del negozio, poichè non è giustificabile il fatto che l’intero costo gravi sul consumatore.
      Attualmente mi risulta che nessun esercizio dispone di buste senza la pubblicità .

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