• Banda larga, WiMAX… ragionevoli dubbi e molte incertezze

    Banda larga, WiMAXDigital divide è un parolone.
    Sarebbe più corretto dire qualcosa del tipo “porzioni di territorio a servizi differenziati”. Una bella definizione che non solo sarebbe diplomatica ma riuscirebbe veramente ad entrare nello spirito di questa simpatica storia all’italiana.

    Secondo Gartner – uno dei colossi che analizzano lo stato dell’arte dell’universo IT – i paesi più dotati in termini di banda larga sono, nell’ordine: Corea (93% di diffusione), Hong Kong (76%) e Olanda (74%). A questi si accodano immediatamente dopo Svizzera, Canada e Gran Bretagna, con percentuali di diffusione appena superiori al 65%.
    E l’Italia?

    Gartner non si è dimenticata del BelPaese, anzi, punta il dito verso di noi e dice: attenzione al WiMax… “è una tecnologia di nicchia, dedicata ai paesi emergenti”.

    Ma sarà  vero? Con tutta probabilità  sì ma se pensiamo che Intel ed Aria (uno dei nuovi operatori mobili emergenti in Italia) si sono alleati per fornire servizi ad alta diffusione e a basso costo, probabilmente tanto male non dovrebbe essere.
    Diciamo quindi che ce lo facciamo andar bene, anche perché meglio di così in questo momento non si riuscirebbe a spuntare niente.

    Ma come siamo messi veramente con i lavori? Qualcuno sta lavorando?

    Mi metto a Googlare per capire un po’ se c’è qualche voce autorevole. Mi spunta dalla ricerca il “sito di riferimento per il WiMax in Italia”, WiMAXItalia.it per l’appunto. In home page l’articolo che cercavo: a che punto siamo con il WiMAX in Italia.
    Faccio il sunto.
    “Qualcosa nel profondo si muove” (citazione testuale), ma per il momento ancora nulla di concreto. Si fanno accordi, esperimenti, si fanno aumenti di capitali, si chiedono licenze… si vede gente, si fanno cose…
    Intendiamoci, tutte cose da fare. Come dire di no?
    Allora decido di rivolgermi più in alto.

    Cerco di contattare il Ministro delle Comunicazioni: “Ma per che cosa?… Guardi, riprovi domani, adesso non è possibile” mi dicono al centralino.
    Ma io, da buona iena di PMI.it non mollo e chiamo il Ministero delle Riforme e Innovazioni: “Per che cosa?… guardi ci provo ma non le assicuro niente…”. Cade la linea.

    Allora vado sul sito del Comitato Interministeriale Banda Larga, quell’organo che, a livello istituzionale, sta seguendo tutta la faccenda perché, si sa, l’economia di un paese va di pari passo con la diffusione delle risorse e degli strumenti tecnologici, per non parlare poi della diffusione delle informazioni.
    Anzi, cito: “Lo sviluppo della Società  dell´Informazione è indicato dalla Commissione Europea come un passo necessario per favorire lo sviluppo economico dei Paesi membri. La disponibilità  di servizi a banda larga è considerata la condizione abilitante per l´affermazione della Società  dell´Informazione ed è, quindi, indicata come una delle priorità  nella politica dell´Unione Europea”. Se facessi parte del trio medusa saprei cosa dire…

    Comunque, il sito mi rassicura subito: una bella immagine, uno stile sobrio, navigazione semplice. Un po’ piccolino ma penso sempre che si tratta del mio pc.
    Leggo tra le news ma…. non v’è ombra di una data. Ho sicuramente sbagliato qualcosa, non ho guardato bene. Vedo un pulsantino che indica “RSS” e penso che sarà  la mia ancora di salvataggio. Clicco, si apre la lista dei feed e leggo il primo che, a logica, è sicuramente il più recente ed aggiornato: Linee Guida per la Banda Larga – martedì 2 ottobre 2007 11.31.

    Starò sbagliando qualcos’altro. Vado sul sito dell’Osservatorio dedicato alla Banda larga.
    Qui la news più recente è del 25 Giugno di quest’anno. Già  più rassicurante, un anno più recente. Non attualissima ma più recente. Si parla di un aumento del 2% degli accessi a banda larga tra i consumatori italiani rispetto al trimestre precedente.
    Si ma di WiMAX? Nulla.

    Quasi sfinito scorgo un link che, penso io, mi darà  qualche indicazione utile: Between, una società  di “consulenza strategica e tecnologica nel settore dell´ Information & Communication Technology (ICT), con una particolare focalizzazione nel settore delle telecomunicazioni” (parole loro).
    Cosa centrano? Sono quelli dietro all’Osservatorio sulla Banda Larga. Tra l’altro gli sponsor dell’operazione Osservatorio Banda Larga – Between sono (cito sempre loro): Dipartimento per l´Innovazione e le Tecnologie, Ministero delle Comunicazioni, Ministro per gli affari Regionali e le Autonomie Locali, Poste Italiane, Mediaset, Regione Basilicata, Regione Piemonte, Regione Liguria, Mercurio FVG, Alcatel – Lucent, Cisco, Nokia-Siemens Networks, kylogic, Sielte, Ray Way, Retelit, BT Italia, Fastweb, Telecom Italia, Tiscali, Wind.

    Naturalmente Between fa anche parte di un consorzio internazionale che si chiama ITIC Group (“an International network of Telecommunications and IT Consultants (ITIC) dedicated to offer consultancy and expert assistance to multinational and national corporates, organisations and governments”).
    Quasi quasi dimenticavo che il presidente e amministratore delegato di Between è Franà§ois de Brabant,ex membro della Commissione per il Programma Finalizzato Elettronica del Ministero dell’Industria (Legge 675) e membro del gruppo di lavoro “Telecomunicazioni” presso la presidenza del Consiglio (1981-1982). Insomma, uno che le cose le sa.

    Scusate, con tutti questi nomi ho perso di vista l’obiettivo di capire come stanno le cose per la nostra connettività . L’articolo sul sito dell’Osservatorio parla del rapporto presentato agli investitori sullo stato delle famiglie italiane e la diffusione della banda larga.
    Non so più dove cliccare.

    Ho spulciato decine di risultati su Google, letto post in almeno 20 tra forum e blog sull’argomento e l’unica cosa che ho capito è che dietro a questa “cosa” del WiMAX e della banda larga ci sono molte aziende, enti pubblici, molti interessi, molti soldi necessari per fare quello che si dovrà  fare ma… ops…. scusate, la mia Adsl è caduta.

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    Commenti

    1. Stefano dice:

      Ciao Massimo, lascia perdere che in italia ci sono davvero molte zone d’ombra per la banda larga, anzi moltissime.

      Il WiMAX puo essere considerata una tecnologia per paesi in via di sviluppo perchè è una tecnologia non cara dal punto di vista economico, non significa quindi che paesi industrializzati ed tecnologicamente avanzati come l’Italia (?!?) non possano usare tale tecnologia, che ben venga, un esempio lampante è la forte espansione che il WiMAX sta avendo in america, vedi la rete XOHM.

      Per il resto posso dirti che le cose si muovono anzi che i soldi si muovono.
      Ciao

      Stefano
      wimax-italia.it

    2. Beh Stefano, sono contento del tuo commento, e sono contento soprattutto che arrivi da fonte così autorevole come la tua di WiMax Italia.
      Credo che le provocazioni abbiano anche il potere di stimolare. Quindi… confido che tu abbia ragione. Ossia che siano le cose a muoversi e non solo i denari.
      Per il resto, personalmente, rimango con i miei dubbi e sto a vedere… purtroppo, come per tanti altri, è tutto quello che posso fare.

    3. Tommaso dice:

      In effetti parlare di anomalia è, a dir poco, un esercizio per ottimisti! Permangono dubbi relativamente alle infrastrutture, agli investimenti che dovranno realizzarsi ed addirittura si paventano dubbi sulle reali intenzioni di Aria che pur avendo sborsato 136 milioni di euro per la licenza wi-max in realtà  è controllata da finanzieri americani (webmasterpoint 03/08/2008).
      Ciò che in realtà  non convince, in assoluto, è che per una tecnologia cosi semplice, immediatamente utilizzabile e fruibile, da circa un anno si annunciano solo buoni propositi.
      Di fatto è un paradosso tutto italiano. Per il resto (grandi infrastrutture, servizi sociali, grandi riforme, economia e finanze, fibra ottica) è sempre e solo un gran parlare.
      Che sia questa la norma. Siamo forse noi, imprenditori, cittadini e comuni mortali ad essere anormali?

    4. Gianluca dice:

      Sono un azionista di Retelit e seguo da un pò l’argomento.
      Entro fine anno (2008) Retelit dovrebbe partire con la fornitura del servizio in Valtellina. Ha inoltre appena concluso un altro contratto nel Parmense.

    5. Luciano dice:

      Salve vi scrivo come consorzio Stiamo facendo accordi co le PA e vorremmo creare delle sinergie con gli operatori che hanno le frequenze per la trasmissione. Sarebbe interessante definire delle strategie comuni

    6. Stefano dice:

      136 milioni sono in totale non solo di Aria.
      Saluti
      Stefano
      wimax-italia.it

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