• Vendite online? L’acquirente può esercitare il diritto di recesso…

    Un diritto di recesso un po' .. diverso dal solito
    Anche in caso di vendite online, le imprese che di cimentano in questo business devono tenere a mente che esiste una tutela minima offerta dalla Legge agli acquirenti telematici in qualità  di consumatori, regolamentata dal Codice del Consumo (decreto legislativo n. 206/2005). L’acquirente, infatti, può restituire il bene ed usufruire di un rimborso.

    Anche i contratti online – stipulati tra professionista e consumatore senza presenza fisica e simultanea – sono infatti disciplinati dal Codice del consumo.

    Questo perché il venditore di un bene o il fornitore di un servizio può conferire tale diritto anche a un professionista. Per professionista si intende la persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività  imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale – o un suo intermediario.

    Il venditore ha nei riguardi del consumatore (la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività  imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta) degli obblighi di informazione (art. 51, comma 1, Codice del consumo) come l’esistenza del diritto di recesso o l’esclusione dello stesso, le modalità  di pagamento e spedizione oppure della prestazione del servizio.

    Nel caso di commercio elettronico il venditore dovrà  uniformarsi anche agli obblighi normativi del decreto legislativo 70/2003.

    In linea generale, l’acquirente (il consumatore) può recedere senza alcuna penalità  e senza specificarne il motivo, entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento del bene o dal giorno della conclusione del contratto di fornitura di un servizio – fatte salve alcune eccezioni – con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere altresì inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica o fax: entro le quarantotto ore successive, facendole però ugualmente seguire lettera raccomandata con avviso di ricevimento per confermare la suddetta comunicazione.

    Attenzione: il legislatore ha precisato che l’avviso di ricevimento non è condizione essenziale per provare l’esercizio del diritto di recesso.

    Il consumatore può, semplicemente, restituire la merce ricevuta entro dieci giorni lavorativi, senza inviare alcuna comunicazione, solo se ciò è espressamente previsto nell’offerta o nell’informazione concernente il diritto di recesso (ossia, se il venditore o il fornitore ha esplicitamente previsto tale modalità ).

    Il termine per la restituzione del bene non può essere inferiore a dieci giorni lavorativi dalla data di ricevimento e per la data di restituzione fa fede l’accettazione dell’ufficio postale o dello spedizioniere. La merce deve essere restituita in normale stato di conservazione.

    Il diritto di recesso non può essere esercitato in alcuni casi:

    • fornitura di generi alimentari, di bevande o di altri beni per uso domestico di consumo corrente forniti al domicilio del consumatore, al suo luogo di residenza o al suo luogo di lavoro, da distributori che effettuano giri frequenti e regolari;
    • fornitura di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero, se al momento della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali prestazioni ad una data determinata o in un periodo prestabilito;
    • fornitura di servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l’accordo del consumatore, prima della scadenza del termine previsto per l’esercizio del diritto di recesso;
    • fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare;
    • fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;
    • fornitura di prodotti audiovisivi o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;
    • fornitura di giornali, periodici e riviste;
    • servizi di scommesse e lotterie.

    Il rimborso da parte del venditore deve avvenire gratuitamente entro trenta giorni.

    In quanto alle sanzioni, se il professionista:

    • ostacola l’esercizio del diritto di recesso oppure fornisce informazione incompleta o errata o comunque non conforme sul diritto di recesso da parte del consumatore;
      e/o;
    • non rimborsa al consumatore le somme da questi eventualmente pagate,

    è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 3mila euro a 18mila euro. Tali limiti sono raddoppiati nei casi di particolare gravità  o di recidiva.

    In caso di controversia, la competenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio italiano.

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