• Vera sicurezza? Perché non cambiate il vostro sistema operativo?

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    Guardavo oggi la presentazione di Ubuntu, nota distro Linux giunta alla versione 8.04, realizzata da Francesco Caccavella per ICTV.it.

    Il video, come sempre ben realizzato e pensato, mi ha portato a maturare alcune riflessioni.

    Senza voler necessariamente ridurci al solito discorso, in pieno “geek style”, che vede la condanna dei sistemi Microsoft dal punto di vista della sicurezza e l’esaltazione di tutte le altre soluzioni che non vengano direttamente da Redmond, possiamo analizzare alcune cose.

    I tempi in cui i sistemi Linux erano qualcosa di poco definito, difficile, complesso e riservato solo ai più “smanettoni” tra di noi, sono molto, molto lontani oramai.

    Al giorno d’oggi, e Ubuntu ne è un esempio, la controparte riesce a offrire soluzioni che siano realmente paragonabili a quelle del mercato commerciale. Provare non costa nulla.

    È possibile mantenere differenti versioni dei vari sistemi operativi sul medesimo PC.

    L’ultima domanda resta: perché no? Sono dell’opinione che allargare le proprie visioni sia sempre positivo.

    Quello della sicurezza è solo un pretesto per riuscire magari a sperimentare nuove soluzioni, a voi la decisioni poi: nessuno sta dicendo che dovrete cambiare assolutamente.

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    Commenti

    1. Ratamusa dice:

      Io so solo che se si propone una cosa simile a taluni fanboy o a parecchi utenti Microsoft, le razioni più comuni, nel primo caso sono:disprezzo, scherno & dileggio mischiate nella maniera più creativa possibile; nel secondo caso sono crisi di panico, attacchi di istersmo e di panico isterico (Il cugino del mio amico, la vicina di banco della mia figlia maggiore hanno fatto così……Perchè io dovrei cambiare?).
      Ovviamente con costoro è inutile continuare….

      Sicurezza, malware?A questi curiosi personaggi non fa un baffo (loro o amici loro sono troppo bravi, furbi & intelligenti) perchè capiti a loro…..

    2. Piero dice:

      >> Perché non cambiate il vostro sistema
      >> operativo?

      Perchè non vuole il mio Responsabile dei Sistemi Informativi. Lo giuro! >:-D

    3. Giorgio dice:

      Io cambierei volentieri. Purtroppo alcuni software che adopero abitualmente non sono disponibili per Linux ed installare diverse versioni di OS sul PC non mi sembra la soluzione più pratica. Secondo me la soluzione vera (e ormai prossima) del problema sarà l’utilizzo di applicativi in modalità SaaS (Software as a Service – in sostanza in ASP)

    4. Sono completamente d’accordo con te Giorgio.
      Anche io vedo grosse potenzialità in quella direzione.

      Ciao : )

    5. Alfredo dice:

      @Giorgio, @Stefano

      Anche secondo me molto si sta’ facendo in questa direzione (SaaS), ma rimane il fatto che almeno un browser viene richesto per accedere al servizio, quindi un sistema operativo sotto ci deve essere.

      Penso proprio che il vero punto di svolta consisterebbe nell’avere gia’ preinstallato un sistema operativo alternativo sul computer/notebook che si va a comprare. Ho installato Linux a parecchi miei amici e neanche si sono accorti della differenza.

      Ma per fare questo, purtroppo, ci sono degli accordi commerciali da forzare che vanno ben oltre la nostra comprensione di tecnici :(

    6. Giorgio dice:

      Vero. Però qualcosa sta timidamente cambiando. Per esempio io stesso, fino a pochi mesi fa, pensavo di non poter fare a meno di Outlook (per scaricare la posta da 5 account differenti, per i contatti e per il calendario), dei miei preferiti in Explorer e di Office. Ora adopero, con piena soddisfazione, la Gmail di Google, Google Calendar, Google Apps e http://www.favoriti.it per i miei link preferiti. Tutto ciò ha il grandissimo vantaggio di poter essere consultato da qualunque dispositivo connesso ad internet, senza necessità di sincronizzazioni per l’allineamento fra diversi sistemi. Certo, la connessione è fondamentale; senza connessione non puoi fare nulla. D’altra parte avete letto di Adobe Air? Sembrerebbe la soluzione alla dipendenza dalla connettività. Io sono fiducioso e, con i miei clienti, sto cercando di fare un po’ di “proselitismo”. Il problema è sempre il solito: far partire la valanga. Poi il processo diventerà inarrestabile.

    7. Concordo.
      Anche perché dobbiamo pensare che al giorno d’oggi chi non dispone di connessione internet?
      La rete si sta allargando in maniera esponenziale, tra qualche anno sarà come la televisione, ogni singola casa sarà dotata di una connessione alla rete.

      Pensate solo al Macbook Air, direi che potrebbe essere eletto come simbolo di questo cambiamento. ;-)

    8. syibillinux dice:

      ciao

      - la sicurezza è un punto favore, ma bisogna anche ricordare che ubuntu è pesantemente debian based
      e debian, recentemente, sembra abbia dovuto correggere un problema per la gestione delle connessioni https (alla base della fiducia degli utenti in molti aspetti chiave di internet):

      secondo alcuni, le chiavi ssl sarebbero state generate per lungo tempo, in modo tale che in realtà potevano facilmente sottratte

      ho letto numerose notizie, ma non mi sono soffermato sui dettagli tecnici: quindi come utente non mi sento poi tanto più sicuro: errare è umano, e anche perseverare lo è

      purtroppo devo ammettere che opensuse mi sembra più affidabile da questo punto di vista (viene anche venduto, quindi questi errori non sono permessi, e tra l’altro quasi impossibili perché il software rilasciato da alcune industrie è sottoposto al controllo delle cosiddette “garanzie” (i requisiti funzionali minimi che il sistema deve offrire)
      è possibile che questo concetto entri anche nel software non industriale (ammesso che ubuntu possa essere considerato non industriale)

      - per quanto riguarda l’installazione in windows vorrei solo sollevare un piccolo caveat (non allarmismo o accusa, per carità): sostanzialmente il video parla di una macchina virtuale, e mi risulta che in vista basic e premium ci siano delle limitazioni legali per l’uso di macchine virtuali (quindi prima di procedere leggerei attentamente l’eula)

      - sono d’accordissimo con il fatto che sperimentare nuove soluzioni sia molto positivo
      vorrei però ricordare che non sempre “provare non costa nulla”: costa tantissimo in tempo, sforzi, determinazione, ritardi sul lavoro, frustrazioni di fronte alle difficoltà che sono anche citate nel video (che hanno anche il forte rischio di allontanare per molto tempo gli interessati, e possono passare anni prima di un nuovo tentativo)

      c’è anche un aspetto economico: è vero che “le cose stanno cambiando” e rapidamente, ma per chi installa la prima volta il rischio di avere forti incompatibilità hardware è alto

      quasi sempre, per chi non ha stampanti molto recenti, è quasi sempre necessario passare a un nuovo modello

      molte sono le persone che riferiscono problemi con il wireless

      infine molti driver video non supportano risoluzioni particolari, è talvolta questo rende impossibile usare il monitor, o addirittura il computer, se è portatile

      ciao,

      grazie

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