• Abaco: focus sul progetto italiano basato su Intel Atom

    Abaco vista frontale

    In ambito informatico, siamo per lo più abituati a leggere di nuovi progetti e implementazioni provenienti dall’estero, vivendoli di rimbalzo e con ritardi in termini di localizzazione e importazione spesso consistenti. Fa quindi particolarmente piacere poter commentare l’annuncio del primato da parte di un’azienda italiana nel rilascio del primo mini-PC, denominato Abaco, che utilizza il microprocessore Atom.

    L’ultima frontiera raggiunta da Intel nel settore dello sviluppo di CPU rivolte ad applicazioni mobili a basso consumo si caratterizza per l’architettura completamente rinnovata e capace di offrire prestazioni elevate rispettando le specifiche di consumi e costi ridotti.

    Un altro aspetto di rilievo è costituito dalla decisione da parte dell’azienda Abaco Calcolatori di scegliere la piattaforma open source Linux, a testimoniare la predilezione verso una concezione di sostenibilità  informatica basata sulla condivisione della conoscenza, senza trascendere in alcun fondamentalismo e lasciando comunque libertà  d’azione ad ogni utente.

    L’unità  si presenta esteticamente bene, con linee essenziali ma al tempo stesso curate. Nel case spiccano frontalmente il tasto di accensione e il masterizzatore DVD, seguiti inferiormente da uno sportellino che cela due porte USB, le prese di uscita audio e di ingresso microfonico. Ai due lati, una serie di feritoie servono a migliorare l’efficienza termica durante i periodi prolungati di funzionamento.

    Per andare incontro alle moderne esigenze di riduzione dello spazio occupato, un apposito supporto fornito in dotazione consente di mantenere in verticale Abaco, facendo apprezzare ulteriormente la sua compattezza confermata dalle dimensioni di 20x10x27 cm.

    Nella parte posteriore trovano posto le prese PS/2 per mouse e tastiera, una porta parallela ed una seriale che possono risultare ancora utili per certe attività  aziendali, uno slot PCI, il connettore VGA, 4 porte USB, le prese della sezione audio, la presa di rete Ethernet e la presa di alimentazione, che avviene con un alimentatore esterno anch’esso di volume ridotto, grazie alle misure di 3x6x12 cm.

    Abaco vista posteriore

    All’interno domina il processore Intel Atom da 1.6 GHz, supportato da 1 GB di RAM Kingston (espandibile sino a 2 GB) e dal disco fisso Western Digital con interfaccia SATA che ha la capacità  di 250 GB, più che sufficiente per lavorare con ingenti moli di dati. Schede audio e video, ovviamente integrate, sono l’Intel GMA 950 e Realtek ALC662, che anche se non di ultima generazione dovrebbero consentire di utilizzare applicazioni di vario genere, salvo qualche perplessità  su quelle che richiedano maggiori risorse grafiche.

    La dotazione può essere accompagnata da un monitor Philips da 19″, tastiera e mouse wireless, casse audio, adattatore USB Wi-Fi, modulo Bluetooth USB e webcam Logitech.

    Il sistema operativo preinstallato è la versione 8.04 di Ubuntu Linux, che si abbina perfettamente alle caratteristiche presentate. La filosofia aziendale lascia all’utente la scelta di dotarsi di quello che viene chiamato “Thin client” e cioè privo di hard disk e masterizzatore. E sempre in tale ottica, l’Abaco Developer Kit è pensato per chi desideri contribuire al progetto nella prospettiva di realizzare nuove soluzioni personalizzate, mettendo a disposizione componenti essenziali quali chassis, alimentatore e scheda madre.

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