• Riforma del Lavoro e dell’articolo 18: chi ne trae i benefici?

    Fornero e MontiDa una parte governo e imprenditori, dall´altra sindacati e lavoratori. Il nodo della Riforma del Lavoro sta spaccando in due l’economia italiana, con conseguenze che potrebbero essere anche gravi: la minaccia di scioperi da una parte rallenta la produzione, dall’altra c’è è il rischio di un aumento dei contenziosi o di una strumentalizzazione dei lavoratori.

    Il punto di vista dei lavoratori
    Anche le aziende possono comprendere che non è facile lavorare con una spada di Damocle sospesa sul proprio capo.
    Tutti d´accordo sull’enorme inquietudine che una pratica così poco ortodossa può suscitare, eppure la situazione dei lavoratori dipendenti ad oggi non è molto dissimile: un’affilata spada sospesa sulla testa di ognuno e sostenuta da un esile crine di cavallo: basta poco e il crine si spezza, la spada precipita e, come una mannaia, trancia posti di lavoro.

    E´ sufficiente un fatturato in calo o la risoluzione di un ordine importante a spezzare il crine. E una volta spezzato si può essere licenziati.

    Il licenziamento per motivi economici autorizza le aziende a disfarsi (termine orribile ma che trasmette lo stato d’animo di chi rischia il posto) dei lavoratori dipendenti. Nella peggiore delle ipotesi, ossia di fronte alla pronuncia di un giudice, l’azienda sarà  tenuta a riconoscere un’indennità  fino ad un massimo di ventisette mensilità .

    Se terminassi qui questo articolo sarei indubbiamente accusato di faziosità . Pertanto cercherò di osservare la vicenda anche dal punto di vista imprenditoriale.

    Il punto di vista delle aziende

    Supponendo che la morsa della crisi investe le imprese e le spinge verso il baratro, mi chiedo per quale motivo un imprenditore dovrebbe sfruttare a proprio vantaggio la riforma Fornero licenziando i lavoratori dipendenti sui quali ha investito nel corso degli anni?

    E’ vero: i costi di “mantenimento” sono elevati ma è anche vero che si tratta di risorse su cui si è investito.

    Non sarebbe come disfarsi di un macchinario nel pieno del processo produttivo?
    I contro potrebbero forse superare i pro, per cui la riforma del lavoro potrebbe indurre le aziende a scelte frettolose e poco lungimiranti.

    Compromesso

    A conti fatti, quindi, i rischi sussistono da entrambe le parti, imprenditori e lavoratori: pro e contro per entrambi, dunque, da questa riforma dell’articolo 18.

    Serve solo un po´ di equilibrio: da una parte i lavoratori dovrebbero promettere lealtà  alla propria azienda, dall´altra i manager dovrebbero osservare e ascoltare maggiormente i propri lavoratori.

    Non è così semplice, lo sappiamo: la crisi pesa. Ma riflettere bene sulle scelte e valutare le opzioni che la legge consente senza abusarne può essere la risposta in questo delicato periodo di transizione.

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    Commenti

    1. Marco dice:

      Non sono d’accordo perchè il manico del “coltello” è dalla parte dell’imprenditore: l’azienda può “SCEGLIERE” se licenziare il lavoratore, mentre il lavoratore può solo SUBIRE il licenziamento e confrontarsi con un mondo del lavoro sempre più rarefatto (il classico esempio è contare quanti laureati lavorano nei call center).

    2. Daniela dice:

      Caro Marco….non è così semplice!!!!
      Per le aziende oggi giorno liberarsi di nullafacenti a contratto a tempo indeterminato è impossibile!
      Ti faccio un esempio successo ad una mia amica:
      “Dipendente in maternità  a rischio, quindi si presume che debba rimanere a letto…a casa….ma in realtà  cosa fa? Pubblica le foto su Facebook della sua vacanza in campeggio…in mezzo alla natura con un rischio altissimo di aborto per una gravidanza a rischio (si presume quindi che il certificato sia falso)! Il titolare stampa le foto e va all’uffio del lavoro. Lo sai cosa gli rispondono??? “NON TI CONVIENE ANDARE AVANTI PERCHE’ TANTO I PROCESSI SONO LUNGHI…10 ANNI PER AVERE UN LICENZIAMENTO, LASCIA PERDERE”
      E ti potrei fare altre 1000 casi simili….. è giusto che i lavoratori siano tutelati ma anche gli imprenditori devono esserlo!!!!
      Un diritto comporta anche un obbligo, non scordiamocelo!

    3. mario dice:

      non so, io sono sempre stato favorevole all’art. 18 e lo sono ancora, ma un po’ di domande su COME viene usato ultimamente me le faccio anch’io e indovina da quando? da quando furono REINTEGRATI i ladri di valige licenziati dalla Sea.
      Massì, va’.. comincio a capire cosa c’è dietro alla illicenziabilità  di tanti, e alle zero speranze di avere un lavoro di tutti gli altri

      http://ilpartitodellamore.blogspot.it/2012/04/dovero-andata-fino-adesso-e-lart-18-che.html

    4. Non sono d’accordo con i licenziamenti facili, io sono stata licenziata a 59 anni, perche’ l’azienda doveva diminuire il personale, in quanto altamente morosa con il fisco, e non potendo dichiarare fallimento ha licenziato uno alla volta 6 dipendenti, i restanti ancora in carico vanno avanti prendendo lo stipendio quando vogliono i datori di lavoro, intanto loro hanno una societa’ parallela lasciando i debiti alla prima e incassondo i loro introidi con la seconda, hanno messo in mezzo alla strada tutti noi, compresa me che certamente non trovero’ lavoro alla mia eta’ pur cercandolo sempre, non ho stipendio ne pensione visto la riforma Fornero e neanche la mobilita’, ditemi voi se i licenziamenti facili sono giusti!

    5. Renato dice:

      Sono Italiano ma vivo in UK per ovvie ragioni. Il problema Italiano non credo sia legislativo, la legge va bene cosi’ com’e’ il problema viene dopo e’ gli esempi in questi commenti ne sono testimonianza. Vivo in un paese dove l’articolo 18 non esiste, eppure nessuno si sognerebbe di licenziare un dipendente per sport. Questione di cultura ma anche di sistema: Un datore di lavoro sa che licenziare per questioni leggere non e’ conveniente perche’ rischia sicuramente di incorrere in sanzioni economiche ingenti, dall’altra il lavoratore sa di poter contare in un sistema di ammortizzatori sociali efficiente. Quindi io direi in breve, facciamo in modo che il sistema sanzionatorio previsto a tutela del datore di lavoro funzioni: se non lavori, sei in malafede e posso provarlo TE NE DEVI ANDARE A CASA e lasciare il posto a chi ha voglia di lavorare, dall’altro lato il lavoratore deve poter contare su ammortizzatori sociali e una tutela (che preveda indennizzi economici importanti e raramente il reintegro) che funzioni. Non capisco perche’ ancora si parla di riforma dell’art. 18 quando il problema e’ altrove. Visti da qua facciamo un po’ pena ragazzi.

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