• La forza del “Made In Italy” può crescere… grazie alle Pmi

    InnovazioneNelle ultime settimane si è discusso molto di Made in Italy, sviluppo economico e crescita del mercato, occupazione nei settori più innovativi e…Pmi.

    Il futuro del Sistema-Paese e i suoi forti legami con il tessuto imprenditoriale delle piccole e medie imprese è anche al centro dell’attenzione di Confindustria, che negli ultimi tempi sta insistendo sull’esigenza di valorizzare le produzioni nazionali, con una attenzione particolare proprio alle pmi.

    Queste ultime, infatti, sono quelle che hanno più difficoltà  nel competere con prodotti analoghi di provenienza extra europea, venduti a un prezzo inferiore anche se, solitamente, di qualità  inferiore.
    Proprio per vincere questa competizione è di assoluto rilievo la valorizzazione e la tutela del “Made in Italy” da parte delle istituzioni.

    Il Made in Italy è una realtà  unica e tuttavia trasversale; è il marchio per eccellenza che identifica le produzioni italiane ed è sinonimo di grande qualità  e design.

    Confindustria è convinta che il legame tra le Pmi e il Made in Italy sia strettissimo: per questo è impegnata nella promozione di una regolamentazione comunitaria dell’indicazione di origine sui prodotti importati nella UE che, unita ad una attenzione a livello nazionale, oltre ad una maggiore trasparenza permetterebbe al consumatore una scelta più consapevole.

    Purtroppo, allo stato attuale permangono notevoli ostacoli a questa regolamentazione a livello comunitario, in particolare a causa di alcuni Paesi che hanno interesse nel porre il veto verso una simile iniziativa.
    Indipendentemente da quel che succede a livello comunitario, però, sarebbe comunque possibile fare molto anche a livello nazionale.

    Ad esempio, alcune iniziative volte a facilitare la vita alle Pmi potrebbero essere una riduzione dei costi e degli oneri, oppure la possibilità  di far convergere più realtà  in una di dimensioni maggiori in modo che sia più semplice far crescere le quote di mercato.
    E’ necessario bilanciare i costi e i benefici in modo che sia evidente un sensibile valore aggiunto.

    Speriamo che la politica possa rispondere alle esigenze di quelle che oggi sono le realtà  italiane più promettenti per il futuro…

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    Commenti

    1. Seguo da vicino e da una quarantina di anni il modo con cui la Confindustria “cura” gli interesse delle PMI.

      Fino ad oggi ho avuto la netta sensazione che la Confindustria se non ha remato contro le PMI… sicuramente “non ha remato”.

      Se vuoi approfondire il tema puoi cliccare sul mio nome.

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