Metti che un giorno entriamo in ufficio, accendiamo i nostri computer, apriamo il browser, lo puntiamo all’url della nostra web-mail e… niente. Pagina non caricata.
A leggere del blocco di Internet in India ed Egitto (per via di un semplice cavo tranciato), e a pensare a una situazione analoga in Italia, lo scenario che mi si forma in testa è apocalittico.
Così come sarebbe inquietante per qualsiasi altra nazione in cui la Rete è ormai diventata parte integrante delle routine produttive di ogni giorno.
Non diciamo altro, da qualche mese a questa parte: il business è sempre più “2.0“, collegato com’è ai nuovi strumenti offerti da Internet (blog aziendali, wiki, sistemi collaborativi, comunicazioni Voice over IP e così via). Ma cosa succederebbe se - di punto in bianco - il nostro business si ritrovasse senza connettività?
Nell’era del cosiddetto Web 2.0, i termini chiave (per le realtà aziendali ma non solo) divengono cooperazione, condivisione ma soprattutto idee.
Nonostante gli sforzi compiuti per soddisfare le attese dei clienti, le compagnie che sviluppano soluzioni B2B mancano di frequente il target, con buona delusione delle aziende committenti.
In alcune PMI può nascere l’esigenza di configurare al proprio interno un server di posta dedicato per strutturare in maniera più funzionale il sistema di messaggistica.
Leggendo
Di sistemi di Push Mail, in Rete, ce ne sono molti. E che i più validi siano ovviamente quelli a pagamento è una cosa risaputa. 