• Manovra correttiva: il nuovo redditometro

    Manovra correttiva: il nuovo redditometroLa manovra correttiva 2010 ha ridisegnato la procedure previste per il cd. accertamento sintetico e per il redditometro, con effetti che si faranno sentire a partire dagli accertamenti relativi al periodo d´imposta 2009.
    Oltre alla specifica previsione del contraddittorio, è stato ridotto lo scostamento soglia (dal 25% al 20%) che apre le porte all´accertamento sintetico, ed è stato previsto il coinvolgimento dei Comuni nell´individuazione degli elementi utili per la determinazione del reddito accertabile.

    La nuova versione dell´art. 38, commi da 4 ad 8, del d.p.r.. n. 600/1973, introdotta con l´art. 22 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78 in materia di accertamento sintetico e di redditometro, troverà  applicazione solo a decorrere dal periodo d´imposta 2009, con il non trascurabile corollario per il quale in relazione ai precedenti periodi d´imposta ancora accertabili, essenzialmente dal 2005 al 2008, rimangono ferme le regole previgenti alle modifiche in esame.

    Tra gli obiettivi dichiarati nel provvedimento è stato il potenziamento degli strumenti di lotta all´evasione fiscale, il che consente, ad esempio, di sottolineare il rilievo attribuito al coinvolgimento dei Comuni: è previsto, infatti, che gli Uffici dell´Agenzia delle Entrate, prima di emettere gli avvisi di accertamento, inviano una segnalazione ai predetti Enti locali, i quali dispongono di 60 giorni per comunicare alle Entrate ogni elemento utile alla determinazione del reddito complessivo; la partecipazione di detti enti locali è incentivata, in linea generale, mediante il riconoscimento di una quota pari al 33% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo, oltre che su una parte delle correlate sanzioni.

    A seguito di tali modifiche emerge pertanto il seguente quadro applicativo: l´Ufficio può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d´imposta; è previsto invece il ricorso a specifici elementi indicativi di capacità  contributiva, individuati da un decreto attuativo di prossima emanazione, mediante l´analisi di campioni significativi di contribuenti differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell´area territoriale di appartenenza (cd. redditometro).

    Tradizionalmente l´accertamento sintetico si basa sulla sussistenza di elementi e circostanze di fatto certi che fanno presumere una capacità  di spesa correlata ad esborsi di somme di denaro e a spese di gestione da confrontare con il reddito imponibile dichiarato.

    Al riguardo in giurisprudenza è emerso, ad esempio, che non possono entrare in gioco a tal fine elementi-indice di capacità  contributiva generici, quali il possesso di autovetture non identificate attraverso l´anno di acquisto e le loro caratteristiche specifiche o le spese di gestione familiare non dettagliate nelle circostanze concrete in cui le stesse si traducono.

    In realtà , il riferimento agli elementi e circostanze di fatto certi è scomparso nella nuova versione della disposizione in esame, che fa riferimento alle “spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d´imposta“, ma appare evidente che ai fini della concreta rilevanza di ciascuna spesa o bene nell´ambito delle procedure in esame non si possa prescindere da elementi che indichino con certezza il possesso del bene o il sostenimento della stessa spesa.

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    Commenti

    1. SANDROBCS dice:

      VA TUTTO BENE ! SEMBRA PERFETTO PERO’ :
      1) SE UNO DEI PARAMETRI E’ IL COSTO PER CANONI LOCATIVI, GLI ABITANTI DELLE GRANDI CITTA’ ROMA, NAPOLI, MILANO, VENEZIA ETC. ETC. SONO TUTTI RICCHISSIMI AGLI OCCHI DEL FISCO !
      2) SI DOVREBBE TENERE CONTO ANCHE DEL RELATIVO LIVELLO DI INDEBITAMENTO CIOE’ SE IO SPENDO 30.000 EURO X L’ACQUISTO DI UN’AUTO, NON E’ DETTO CHE ABBIA 30.000 EURO ANZI, E’ PROBABILE CHE L’AVRO’ ACQUISTATA CON UN FINANZIAMENTO PER CIRCA LO STESSO IMPORTO; A QUESTO PUNTO QUALE PARAMETRO PRENDO IN CONSIDERAZIONE ? IL VALORE DELL’ACQUISTO OD IL VALORE DEL FINANZIAMENTO ? PER INCISO SI PUO’ FACILMENTE NOTARE CHE PER EFFETTUARE UN TALE ACQUISTO NON HO BISOGNO DI REDDITO PRESENTE INFATTI EURO 30.000 MENO EURO 30.000 DA’ ZERO ED ANDREBBERO INVECE COMPUTATE LA SOMMA DELLE RATE PAGATE EFFETTIVAMENTE NELL’ANNO !
      3) E’ IL SOLITO AFFASCINANTE GIUOCO DELLA “STATISTICA” IN CUI RISULTEREBBE DIMOSTRATO CHE, SE IO HO MANGIATO DUE POLLI E TU NIENTE, ABBIAMO MANGIATO UN POLLO A TESTA !
      4) L’ONERE DELLA PROVA, GRAVA SUL CONTRIBUENTE, IL CHE E’ VERAMENTE ASSURDO ! CHIUNQUE DI NOI DOVREBBE STAR LI’ A CONSERVARE STRALCI DI DOCUMENTAZIONE PER GIUSTIFICARE LE EVENTUALI MAGGIORI ENTRATE CHE GIUSTIFICHINO LE EVENTUALI MAGGIORI SPESE DESUNTE ! DIVENTEREMO TUTTI DEI PICCOLI MINISTERI AMBULANTI (E CHE NON FUNZIONANO).
      5) I NOSTRI GOVERNI, E’ EVIDENTE, NON SANNO PROPRIO DOVE SIA LA SEMPLICITA’ !!! NON AVREBBE FATTO PRIMA IL MINISTRO DELLE FINANZE, A FAR COMUNICARE DALLE BANCHE ALLE VARIE AGENZIE DELLE ENTRATE I NOMINATIVI INTESTATARI DI C/C BANCARI, TITOLI E QUANTALTRO AVENTI GIACENZE SUPERIORI AD UN CERTO AMMONTARE ? PER ESEMPIO 200.000 EURO E VERIFICARE ? SAREBBE SEMPLICE, NO COSTI E SICURAMENTE PIU’ EFFICACE VISTO CHE ANZICHE’ COINVOLGERE DECINE DI MILIONI DI CONTRIBUENTI, NE COINVOLGEREBBE UNA BEN MINIMA PERCENTUALE …..NO ?

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