• CONSIP: il marketplace della PA a misura di Pmi

    CONSIP: il marketplace della PA a misura di PmiQuando si pensa ai rapporti commerciali tra la PA e imprese, è inevitabile l’equazione “grandi appalti e grandi imprese”, mentre le Pmi, in questo scenario, sono relegate al classico ruolo di comprimari in regime di subappalto.
    Da diversi anni, tuttavia, opera in Italia un soggetto che ha modificato i termini dell’equazione mettendo in risalto il ruolo delle Pmi rendendoli soggetti di riferimento nelle forniture di beni e servizi richiesti dalle Amministrazioni Pubbliche, operando al contempo sul fronte del risparmio (contenimento della spesa pubblica) e della razionalizzazione ed efficienza degli acquisti di beni e servizi da parte degli enti pubblici.

    Il soggetto in questione è il CONSIP, società  per azioni controllata interamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che opera esclusivamente al servizio delle PA con il compito di gestire e sviluppare sistemi informativi, fornire consulenza tecnologica e organizzativa per il MEF, e soprattutto gestire il programma per la razionalizzazione degli acquisti nella PA mettendo a disposizione delle amministrazioni strumenti di e-procurement con lo scopo di:

    • migliorando la qualità  degli acquisti riducendo i costi unitari grazie ad una approfondita conoscenza dei mercati ed all’aggregazione della domanda;
    • semplificare e rendere più rapide e trasparenti le procedure di approvvigionamento pubblico grazie alla riduzione dei tempi d’accesso al mercato, con significativi impatti anche economici sui costi della macchina burocratica.

    Digitalizzando completamente gli acquisti e coinvolgendo un numero sempre maggiore di imprese, nei fatti la Consip, ha realizzato un mercato elettronico, per gli acquisti con valore fino a 133 mila euro da parte della PA (limite per acquisto di beni e servizi senza dover ricorrere a bandi di gara europei), rivelatosi allo stato attuale il più grande “marketplace elettronico” europeo, con un volume, nell’ultimo anno, pari a 230 milioni di euro.

    La piattaforma resa disponibile per le transazioni, si è rivelata particolarmente adatta alle esigenze delle Pmi al punto che oltre il 90% delle imprese partecipanti alle gare elettroniche per la fornitura di beni e servizi e costituito da piccole imprese per il 60% con meno di 10 dipendenti e che sono riuscite ad aumentare il proprio giro d’affari grazie al circuito di “e-commerce” gestito dalla CONSIP.

    Il luogo ideale di incontro tra Stato e mercato?

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    Commenti

    1. Stefano dice:

      ricordo di aver studiato il caso all’università . Il problema di questa forma di acquisto (e-procurement) è che è molto efficace per beni di consumo (penne, carta…) meno per altri.

      Il problema più grande si verificava nel settore informatico (che è quello che ho seguito più direttamente).
      Più precisamente nell’acquisto di PC soggetti per loro natura ad una veloce obsolescenza.

      Nello specifico tra il bando di gara e la reale consegna dei beni passavano alcuni mesi (4,5 anche 6). In questi mesi i prezzi per quegli specifici pc erano (come sempre accade) scesi sensibilmente. Riducendo di fatto la convenienza.

      Altro “inghippo” era dato dall’assistenza. Trattandosi di acquisti centralizzati le aziende che si aggiudicavano il bando riuscivano con difficoltà  ad assistere enti maggiormente decentralizzati.

      L’idea c’è, andrebbe affinata!

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