• SISTRI: quali aziende interessate?

    Sistri: quali aziende interessate?Come noto, è partito a gennaio 2010 il nuovo sistema elettronico per la gestione dei rifiuti SISTRI. Una novità  per molte imprese obbligate a mettersi in conformità  con il nuovo meccanismo, che dovrebbe “permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania”.

    Questo sistema informatizzato, nelle intenzioni del Ministero, dovrebbe sostituire la gestione cartacea o informatica per mezzo di software già  esistenti per la documentazione da produrre durante il ciclo di produzione, trasporto, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti speciali.

    SISTRI sostituisce dunque il Formulario di identificazione dei rifiuti, il Registro di carico e scarico ed il Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD).

    L’articolo 1 del decreto istitutivo del sistema, contiene l’indicazione dei soggetti destinatari delle nuove norme: produttori iniziali di rifiuti pericolosi, produttori iniziali di rifiuti non pericolosi, regione Campania, commercianti e intermediari, consorzi, trasportatori professionali, operatori del trasporto intermodale, trasportatori in conto proprio di rifiuti pericolosi, recuperatori e smaltitori).

    Elemento discretivo per l’applicazione o meno del nuovo sistema è costituito in alcuni casi, dal numero di dipendenti dell’azienda che opera nel ciclo dei rifiuti.

    SISTRI si inserisce in un settore,dove in molti casi il supporto cartaceo la fa da padrone, dovrà  perciò dimostrarsi di facile utilizzo per permettere una sua serena adozione da parte dei vari soggetti.

    Altro punto da chiarire, è quello relativo alla interazione di SISTRI con i software presenti in azienda, che gestiscono ad esempio la fatturazione dei trasporti derivanti da formulario. SISTRI dovrà  perciò essere in grado di interagire e scambiare dati con questi software per evitare fastidiosi “copia ed incolla” di dati.

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    Commenti

    1. luigi dice:

      Una domanda sorge spontanea se il Sistri obbliga all’iscrizione gli intermediari senza detenzione quali sono poi le dichiarazioni che l’itermediario dovrà  rendere nel Sistri?
      secondo me la legge non chiarisce quest’aspetto

    2. maureb dice:

      Nell’azienda in cui lavoro mi occupo, ma da ora in vanati posso dire che mi occupavo, anche di rifiuti con la classica modulistica prevista nel dlg 152/0, ma ora, che subentra il SISTRI, sono terrorizzato dai nuovi costi aggiuntivi e su molti dubbi e gradirei almeno dei chiarimenti sulla effettiva identificazione e responsabilità  del cosiddetto “produttore INIZIALE di rifiuti” in quanto nell’ipotesi in particolare di rifiuto pericoloso come ad es. le lampade fluorescenti/vapori da sostituire, che rappresentano probabilmente il caso più ricocrrente nelle manutenzioni di impianti e che coinvolge in modo particolare, chi nel caso di manutenzione ordinaria di un qualsiasi impianto elettrico, si trovi nelle condizioni di dover ricorrere poi allo smaltimento del prodotto sostituito che, esaurito, è divenuto rifiuto solo al momento della sostituzione ad es. di lampade fluorescenti esaurite.
      Nel caso di un privato in ambito urbano il problema si risolve facilemente in quanto lo stesso conferisce il rifiuto esaurito presso la ecostazione di zona (ma ciò non significa comunque poterne tracciare la provenienza se non a livello del tracciato (ecocentro -> smaltitore).
      Mentre nel caso di ditta che svolge anche la manutenzione impianti elettrici che nel caso specifico effettua la sostituzuione delle lampade fluorescenti esauste presso l’impianto del Cliente, si dovrà  far carico dello smaltimento, ribaltando, anche e ovviamente, un costo aggiuntivo al Cliente o proprietario dell’impianto.
      Quindi si deve chiarire chi sia il vero produttore di rifiuto iniziale, a mio avviso non è chi svolge la funzione di sostituzione, ma chi utilizzando un prodotto ne implica il suo consumo e deterioramento rispetto alle caratteristiche iniziali dichiarate dal costruttore del bene, al punto che usato e poi divenuto inutilizzabile può solo che divenire rifiuto.
      Pertanto il costruttore (delle lampade fluorescenti nuove) che paga anche quota parte del RAEE si configura solo come un primo passo, a mio avviso quasi inutile per l’obiettivo futuro circa lo smaltimento prevedibile, in quanto la stessa imposta non ripaga che in minima parte i reali costi di smaltimento finale.
      Quindi il prdotto lampada, fa sborsare una costo RAEE in fase di immissione nel mercato del prodotto ed una a fine vita denominabile ora “SISTRI” relativa all’effettivo smaltimento avvenuto presso il centro specializzato).
      L’installatore, che non è il reale produttore di rifiuto si trova a dover attibuire al cliente finale un maggior costo solo per adempiere agli obblighi imposti dalla legge per il definitivo smaltimento.
      Cio niduce a pensare che il costo complessivo, per l’immessione di prodotti nuovi e quello dello smaltimento, avrà  una tale rilevanza nel futuro che molti dei “soggeti obbligati secondo il dm del 17/12/2009 denominato SISTRI” coinvolge ingiustamente tutte le aziende oltre i 10 dipendenti , e saranno portati a tentare di eludere in qualche modo gli obblighi di legge aumentando ulteriormente i danni ambientali.

      A mio avviso per risolvere questa possibile piaga il servizio per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi deve essere svolto da un servizio di tipo pubblico che in parte pagano i costruttori di MATERIALE nuovo e in quota parte va sostenuto dalla collettività  con delle adizzionali sul consumo di energia per permettere agli utenti/AZIENDE FINALI lo smaltimento A COSTO ZERO similarmente al sistema COBAT per le BATTERIE E ACCUMULATORI che mi pare funzioni a meraviglia.

    3. Gianluca dice:

      Mi permetto di consigliare, per questioni inerenti SISTRI, di consultare il forum di http://www.specialesistri.it/ . Pare ben frequentato da consulenti e colleghi che hanno già  dovuto affrontare determinati problemi…

    4. giegio dice:

      Le Tipografie registrate come imprese individuali senza dipendenti con rifiuti pericolosi cat. CER sono obbligate ad iscriversi a sto’ Sistri? E se si, devono rifare le analisi dei rifiuti o sono sufficenti quelle già  in possesso (non sono nel frattempo cambiati i prodotti usati)?

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